Sì avete letto bene… almeno una volta nella vita dovreste assistere ad un Live di Italo Pentimalli. che voi ci crediate o meno nel mondo quantico sarà il miglior investimento che possiate fare per vedere il mondo finalmente nella sua interezza, a colori e guardando ad un futuro sempre più roseo ed intrigante per ognuno di voi.

Italo non è il solito motivatore, non è un professore, non è un dottore né uno scienziato… Pentimalli è un maestro ma al tempo stesso un amico, traspare in ogni suo intervento, in ogni suo attimo tutta la dolcezza e semplicità che lo contraddistinguono, il suo voler aiutare gli altri senza interessi se non quello della felicità e del benessere interiore.

Il live #lanuovascienzadelcervelloquantico è un autentico viaggio nel viaggio. Tre giorni intensi, profondi ed unici. Siam qui in auto verso casa e c’è quel velo meraviglioso di malinconia che ci pervade, tutto è già finito e pensare che lo aspettavamo con tutto noi stessi… ma la cosa ancor più bella è che invece niente è finito: TUTTO è appena INIZIATO!

Una nuova vita dove tutto è possibile…

Ora abbiamo le chiavi che apriranno la porta che ci porterà verso la felicità ma come ha detto anche Italo serviranno competenze e soprattutto avere la costanza di fare delle cose.

Riccione è, chilometro dopo chilometro, dietro di noi proprio come lo svincolo sinistro del “bivio” (metaforicamente parlando) che fino a poche ore fa stavamo inconsciamente percorrendo circondati dai nostri schemi mentali, dalla vecchia programmazione e dalle nostre insicurezze/paure.

Ora, per noi, è tutto più chiaro, più lineare e vivo come mai avremmo pensato. Venditti canta: “che fantastica storia è la vita” beh dopo aver conosciuto Italo Pentimalli tre anni e mezzo fa ed ancora di più, dopo questa tre giorni romagnola, tutto ha più un senso, un significato, un valore e non si può che essere felici.

Un’esperienza avvolgente, una sala gremita di persone dove ognuno trasuda energia positiva, dove si percepisce a pelle che è in corso un cambiamento e sarà positivo, per sempre.

Un susseguirsi continuo di emozioni, commozioni ed applausi in un climax crescente di benessere che ci ha portato  ad avere maggior consapevolezza.

Dopo un lungo lavoro interiore, scavando nel profondo, guidandoci passo dopo passo verso un nuovo punto zero, il risveglio.

Un live curato assolutamente nel dettaglio, del resto se il motto è #piuchepuoisempre non poteva che esser tale…. ospiti che ci hanno regalato autentiche lezioni di vita: Manuel Bortuzzo, Gianpietro Ghidini, Erica Poli. Ognuno di loro ha portato la propria esperienza, la propria conoscenza; hanno ulteriormente inondato la sala di freschezza, positività e consapevolezza. E poi diciamocelo senza problemi: non si smette mai di imparare e crescere. Ancora di più quando di fronte hai Persone così SPECIALI.

I chilometri si susseguono e continua il nostro viaggio verso casa, sono ormai quasi le 23 e non smettiamo di parlare del live, del cervello quantico… chissà quante persone come noi stanno rivivendo nel loro cuore ogni istante di queste giornate così intense ed autentiche…

Siamo stanchi anzi no stanchissimi ma non ci importa più di tanto perché c’è quello stato di leggerezza interiore pazzesca che ci fa sentire vivi e attivi come non mai…

Italo più volte ha detto: “uscirete che sarete cambiati…” Ehhh già non poteva che esser così! Non avevamo alcun dubbio a riguardo!  Una serie di intuizioni che arrivano da ogni dove e che ci confermano di essere sulla strada giusta, quella a destra del bivio!

E mentre passano in radio canzoni che lanciano di continuo messaggi quantici cerchiamo di trovare un modo per descrivere questo stato d’animo pazzesco che stiamo vivendo: un mix di gioia, eccitazione, felicità, serenità, leggerezza….. ed eccolo arrivare improvvisamente: Pentimallico.

Si da oggi non potremo più fare a meno di sentirci quotidianamente Pentimallici, solo così avremo la consapevolezza di vivere veramente in un mondo di infinite possibilità.

Finalmente a casa.

E’ proprio mentre apriamo la porta di casa… ci guardiamo e sorridiamo di nuovo. Siamo Felici.

“L’unico modo di affrontare un mondo privo di libertà e’ diventare talmente liberi che la nostra stessa esistenza rappresenti un atto di ribellione.” (Albert Camus)

Siamo tutti LIBERI di ESSERE FELICI!

ITALO PENTIMALLI

G R A Z I E

🧡

 

 

 

Chissà se riusciremo mai a conoscerti ed a parlarti ma TI VOGLIAMO BENE!

Un GIGANTISSIMO ABBRACCIO.

 

IDUEVAGAMONDI oggi più che mai PENTIMALLICI! 🧡

 

In occasione dell’evento organizzato da Visit Trentino, il Trentino White Friday, abbiamo avuto modo di conoscere per la prima volta la Val di Fassa, circondata da alcune tra le montagne più belle d’Italia come la Marmolada, il Gruppo Sella, del Sassolungo e del Catinaccio.

A dire il vero, causa tempo molto incerto, non siamo riusciti a vedere queste meraviglie… ma si sa la montagna è bella anche per questo!

Siamo iduevagamondi, amiamo sia il brutto tempo quanto il sole per cui queste condizioni atmosferiche non ci scoraggiano minimamente ed apprezziamo i magici giochi di luce creati dalle nuvole che corrono velocemente verso la pianura o che dolcemente si addormentano sui versanti delle Montagne.  Ogni volta rimaniamo incantati davanti a questo palcoscenico naturale.

Nebbia, pioggia, vento, timido sole e poi eccola, inaspettata quanto meravigliosa: la neve. Sembra quasi che sia venuta a trovarci, a salutarci, a ringraziarci per aver creduto in questo white project novembrino.

Escursioni in quota, cibo di altissima qualità, relax alle terme… saranno tre giorni intensi e pieni di attività alla scoperta della Val di Fassa.

Un’esperienza unica sotto moltissimi punti di vista, ci siamo sentiti davvero a casa e abbiamo avuto la fortuna di conoscere molti produttori locali che  trasmettono ogni giorno tanta passione e tutto l’amore per la propria terra.

La Chef Elena Vian, che si occupa di ristorazione da almeno 15 anni dedicandosi ora alla ristorazione a domicilio, ha preparato dei piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna. Autentiche prelibatezze.

I proprietari dell’azienda Agritur Soreie, tutta a conduzione familiare, ci hanno fatto entrare nel loro mondo a km zero: abbiamo imparato a fare il pane integrale di montagna, dato da mangiare il fieno e munto le caprette e quindi assaggiato i loro formaggi.

All’Agritur Fiores, la proprietaria Nadia ci ha raccontato di com’è nata la sua passione per tutto ciò che riguarda la natura e le erbe officinali, tanto da portarla ad aprire questo agriturismo completamente EcoGreen e quindi l’azienda biologica dove oltre a produrre tisane bio vengono anche coltivati cereali per la produzione di pregiate farine di montagna.

All’Agritur Weiss la cuoca Sabrina Weiss, nipote dello chef stellato Peter Brunel, ci ha fatto degustare una preziosa cena stellata con prodotti genuini e a km 0.

Alle QC terme dolomiti abbiamo trascorso un pomeriggio di puro relax con una degustazione di ottimi vini locali.

Oltre a tutti i momenti di “coccole” siam saliti prima al passo Pordoi a 2239 m s.l.m e quindi al Sass Pordoi con la funivia dove eravamo completamente immersi nella nebbia e nevicava; una breve escursione con una guida locale ed infine tagliere di prodotti locali, vino rosso ed un’ottima zuppa calda al rifugio Mari.

Un weekend pieno di soprese e di meravigliose scoperte, una vallata ricca di novità e con tante persone umili ed ambiziose che ci mettono ancora più voglia di andare a vivere in montagna!

Questa valle si aggiunge alla nostra classfica dei luoghi che ci sono rimasti nel cuore ed assolutamente ci ritorneremo appena possibile perché le emozioni che ci ha trasmesso sono davvero tante e siam certo che tornandoci anche con il sole ne rimmaremo ancor più innamorati. Stupenda Val di Fassa!

Ps: prima di ripartire verso il cuneese abbiam deciso di risalire il Passo Fedaia perché vedendo le webcam era in corso una stupenda nevicata… arrivate su eravamo letteralmente commossi perché dal cielo scendevano fiocchi di oltre quattro centimetri tanto da ricoprire tutto in pochissimi istanti. Delizia per gli occhi ma soprattutto per l’anima. La magia della neve è per noi INDISCUTIBILE.

Romina & Simone – IDUEVAGAMONDI

Suona la sveglia, sono le cinque del mattino e l’attrezzatura è pronta già dalla sera prima. Un rapido controllo ai messaggi per vedere se Cristian, il nostro amico meteorologo, ha ancora scritto qualcosa nella notte sul miglioramento del tempo previsto e si parte per una giornata interamente dedicata alle Langhe, patrimonio Unesco, terra del buon cibo, dell’ottimo vino e dalle stupende e sinuose colline con i loro castelli sparsi.

Meno di un’ora ed arriviamo a Monforte; a parte qualche lavoratore che è già in viaggio ci siamo solamente noi in mezzo ai filari o forse ce anche qualche piccolo animale che non riusciamo a vedere ma che possiamo sentire in lontananza.

E’ decisamente ancora buio ma i primi bagliori dell’alba si intravedono in lontananza, proprio dietro di noi che fermi immobili tra gli ultimi grappoli d’uva rimasti ci godiamo lo spettacolo osservando le nostre amate montagne.

Ecco finalmente arrivare i primi raggi di sole che come per magia iniziano a tinteggiare di rosa le vette di fronte a noi rendendoci spettatori della creazione di un’autentica opera d’arte. E’ un vero tripudio di colori… dal verde, all’arancione, dal giallo al rosso fuoco. La rugiada del mattino brilla baciata dai raggi, nonostante il periodo non fa per niente freddo, la pioggia dei giorni prima ha inzuppato per bene foglie, fili d’erba e terreno rendendolo davvero scivoloso. In lontananza si vede la nebbia dalla quale fuoriescono le torri dei castelli che dominano sui fondovalle ancora addormentati.

E’ pura poesia… vorremmo veramente che tutto il mondo potesse assistere con noi a questa meraviglia.

Lo sguardo ripercorre tutto l’arco alpino occidentale dal Monte Rosa ed il Cervino fino al nostro Re di Pietra: il Monviso continuando ancora con l’Argentera e terminando con le Alpi Liguri. Tutte le montagne sono spolverate di neve fresca rendendole ancora più autentiche e rosee alle prime luci del nuovo giorno.

Ovunque ci giriamo è Bellezza. Scattiamo a più non posso, siamo così felici ed entusiasti.

Ci spostiamo di paese in paese sfruttando questa “isolata” giornata di sole in un autunno grigio ed insulso.

Chilometro dopo chilometro, tra filari di mille tonalità pastello, tornanti e piccoli borghi sparsi. Attraverseremo Novello, Barolo, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Mango, Neive, Barbaresco, Alba e quindi la Morra compiendo un vero e proprio anello, che potremmo definire “del Buon Vino”.

Ogni scusa è buona per fermare la macchina, scendere al volo e sbizzarrirci con le foto perché è un continuo divenire, un continuo cambio di luci, colori, profumi e sapori.

Tanti i turisti che incontriamo, purtroppo o per fortuna la maggior parte sono stranieri e li vediamo sbucare da ogni dove quasi fossero loro “di casa”. Incredibile ma al tempo stesso stupendo come chiunque, in una giornata così, perda cognizione di tempo, luogo, spazio.

Compriamo un pezzo di focaccia e decidiamo di gustarcela dalla famosa Cappella delle Brunette a la Morra, così piccola, così innocente e così colorata, se non sbagliamo è la più colorata d’Italia! Purtroppo ci sono dei lavori proprio di fronte e non c’è modo di fotografarla per bene (ci torneremo!) ma un rapido video fatto con il drone era indispensabile!

La foschia e le nuvole, come del resto avviene ormai da mesi, tornano a far da padrone ed a sporcare il cielo di questo folle e caldo autunno. Decidiamo di fare ancora una rapida tappa a ritrovare il vecchio Cedro del Libano, svettante in cima ad una collina, che fu piantato nel 1856 in occasione di un matrimonio ed è ancora oggi lì, sempre bello ed elegante al tempo stesso!

Il cielo ormai si è nuovamente riannuvolato del tutto, risaliamo in macchina e ci dirigiamo verso casa… non siamo contenti, di più! Grazie davvero Cristian per le dritte meteo che ci hai dato perché ci hanno spinto ancora una volta ad azzardare e “vincere”.

Sono 190 i chilometri percorsi, sei le ore in giro e infinite le emozioni provate. Siamo sempre più orgogliosi di vivere in questa terra ed esser cuneesi.

L’autunno è uno dei periodi migliori dell’anno per visitare questa piccola parte del Piemonte, per scoprirne i tesori, deliziarsi con la gastronomia, degustare dell’ottimo vino ed ammirare cartoline naturali.

Romina & Simone

From LANGHE with DRONE

Ogni avventura, ogni esperienza che viviamo diventa un’occasione per conoscere nuove persone, incrociare nuovi sorrisi e ascoltare nuove storie. Ed il Global Influencer Summit è stata proprio l’occasione perfetta per condividere assieme ad altri fotografi, giornalisti, atleti ed influencer la nostra più grande passione: la Montagna.

Così entusiasti, così emozionati ed eccitati di tornare nel cuore delle Dolomiti ed in questo caso in Alta Badia.

Quattro giorni full immersion nella natura con diverse attività come lo speed hiking, il trekking, il climbing, lo skywalk ed il mountaineering seguiti da serate di confronto, barbecue, musica dal vivo e tanta energia positiva.

Trasportati quasi in un mondo parallelo dove tutti vogliono conoscersi, confrontarsi e migliorarsi senza pregiudizi, senza rivalità ma uniti da quella semplicità che da sempre è la vera forza della montagna.

E se anche il meteo prova a fare i dispetti con un autentico diluvio ne esce la vera forza del gruppo e l’autentica unicità e bellezza dell’atmosfera “campo base” Salewa che fa crescere ancora di più le amicizie, le conoscenze e così spinti da un’energia pura e vera ed ognuno si ritrova di fronte al fuoco, sorseggiando birra locale, canticchiando al concerto fino a spegnersi lentamente come la legna nel braciere e così anche le ultime luci delle tende lasciando spazio alle stelle ed alla luna.

Sembrerà assurdo al giorno d’oggi ma sono proprio queste piccole cose, questi piccoli dettagli a fare la differenza e a creare qualcosa di veramente bello.

Svegliarsi all’alba ed ammirare le vette spruzzate di neve fresca, percorrere i sentieri di montagna confrontandosi continuamente, intraprendere una via ferrata, arrampicare spingendosi quasi oltre le nuvole ma anche fare i canederli,  correre tra i larici lungo il fiume alla ricerca della consapevolezza, conoscere i segreti dell’algoritmo, praticare lo yoga mentre il sole fa arrossire le vette più alte o raccogliere i rifiuti nei boschi.

In un periodo dove le persone continuano ad andare e a fare tutto di corsa la stessa azienda diffonde il messaggio di fermarsi un secondo ed osservare. Il clima sta cambiando velocemente portando con sé disastri naturali in ogni parte del mondo, c’è bisogno che noi stessi in prima persona interveniamo per dare il nostro contributo. Ecosostenibilità, il recupero e riciclo, la pulizia dei sentieri e dei boschi.

Un cambio che servirà sicuramente anzi che è di fondamentale importanza perché da sempre i cambiamenti, le rivoluzioni partono dal basso ed è arrivato il momento di agire con concretezza.

Un Global Summit che alla fine risulterà più autentico e famigliare di ogni previsione, un evento che ha veramente sconvolto in positivo la vita di alcuni perché ha portato con sè molta conoscenza ma soprattutto tante nuove amicizie, nuove collaborazioni tra persone unite da una delle più belle passioni al mondo, la montagna perché diciamolo senza alcun problema che di fronte a Lei siamo veramente tutti uguali.

Simone & Romina

“Fissare obiettivi è il primo passo necessario per trasformare l'invisibile in visibile.” (Anthony Robbins)

Perdersi tra i boschi, danzare sotto la pioggia battente, camminare sulla neve, ammirare le montagne mentre prendono fuoco al tramonto, sognare ad occhi aperti, ridere ed ancora ridere perché in questa parte delle Dolomiti ci sentiamo incredibilmente a casa in ogni angolo… l’Alta Val Rendena come il Brenta sono così autentici ed unici da essersi guadagnati un posto fisso nel nostro cuore.

Val Genova, Val Nambrone, Val Brenta… posti incredibilmente magici, scenari mozzafiato che vi strapperanno sicuramente un gigantesco WOW perchè in queste vallate a due passi da Campiglio troverete quell’autenticità che vi stupirà senza alcun dubbio. Il parco naturale Adamello-Brenta, istituito nel 1967, comprende i gruppi montuosi dell’Adamello, Brenta e della Presanella, estendendosi su una superficie di 618 km². Ricco di acque alimentate dai ghiacciai che formano suggestive cascate e laghi di montagna, il parco integra una immensa varietà faunistica e floristica.

Le Dolomiti di Brenta rappresentano un vero e proprio paradiso per chi ama la montagna e l’outdoor…  Zaino in spalle, un paio di scarponcini comodi e la consueta attrezzatura fotografica sono d’obbligo.

7 giorni di trekking e di fotografie per quasi 100 chilometri complessivi di escursioni ai piedi di Adamello e Brenta: Rifugio Mandrone, Rifugio Bedole, Rifugio Cornisello, Rifugio Brentei ed il Tuckett… tante escursioni affrontate con le più svariate condizioni meteo: temporale, grandine, sole, nebbia, vento ed arcobaleno ma dire qual’è stata la più bella è impossibile perché i paesaggi son talmente incredibili che non siam in grado di decretarne un vincitore.

La Val Genova ricchissima d’acqua è uno dei simboli indiscussi del Parco Adamello Brenta e con le sue cascate è senza dubbio una delle mete turistiche più importanti della Valle Rendena. Nardis, Larès, Pedruc giusto per citarne alcune caratterizzano il paesaggio di questa verdissima valle laterale che termine a monte con il gruppo Adamello-Mandron, il ghiacciaio più esteso d’Italia e la Presanella.

Oltre alla presenza dei ghiacciai e delle cascate questa vallata è conosciuta anche per i numerosi avvistamenti di orso bruno, non ce ne meravigliamo essendo così selvaggia e “pura”.

Non da meno sono la Val Nambrone e la Val di Brenta. La prima è caratterizzata dal “famoso” Lago Nero, meta di numerosi fotografi ed appassionati di montagna che raggiungono questa meta soprattutto al tramonto per vedere il Brenta riflettersi infuocato nelle sue acque ma non sono da meno le spettacolari cascate d’Amola e di Cornisello. Un consiglio, fermatevi a far due chiacchiere ed a mangiare un boccone al Rifugio Cornisello… un vero toccasana!

La Val Brenta, invece,  è una meta un po’ diversa rispetto alle altre due perchè percorrendo i numerosi sentieri vi addentrerete proprio nel cuore del Gruppo del Brenta ed i due rifugi Brentei e Tuckett sono davvero belli e collocati in posizioni strategiche per arrampicare o semplicemente per ammirare i paesaggi superlativi delle Dolomiti sorseggiando dell’ottima birra.

La Val Rendena è assolutamente uno dei posti più belli che abbiamo visitato al mondo perchè vuoi le persone, vuoi i paesaggi, vuoi il clima regalano in ogni istante emozioni indescrivibili che vi poterete per sempre dentro, proprio come è successo a noi. Un posto assolutamente da vivere a 360° e tutto l’anno.

MERAVIGLIOSA ALTA VAL RENDENA!

Romina & Simone

Guardare la bellezza della natura è il primo passo per purificare la mente. (Amit Ray)

Buongiorno a tutti… avremmo voluto scrivere questo articolo molto tempo fa ma, purtroppo come ben sapete pochi giorni dopo il nostro ritorno dal meraviglioso Südtirol è successo quello che mai avremmo voluto, Simone ha subito un grave infortunio proprio nel giorno di Natale che ci ha costretto a rimandare ogni lavoro, articolo etc. Davvero un peccato sentirsi obbligati a fermarsi proprio nel cuore dell’inverno ma per fortuna l’operazione è andata bene e la fisioterapia sta andando altrettanto e quindi ora eccoci qui a raccontarvi un’esperienza veramente indimenticabile.

Spesso le emozioni, soprattutto nei primi giorni seguenti ad un viaggio sono veramente intense ma tendono col passare del tempo ad affievolirsi ma mai come in questo caso sono ancora così vive e belle. Forse dovuto all’infortunio che ci ha fatto riflettere a lungo, forse perché quest’esperienza è anche stata la prima e unica sugli sci di questo strano, per noi, inverno…  ma in realtà è stato tutto così perfetto e sensazionale che ancora oggi ci emozioniamo a ripensare ad ogni attimo e non neghiamo che ci piacerebbe rivivere il tutto al più presto.

Vi starete chiedendo ehhh vabbè ma cosa sarà successo di così incredibile in questo viaggio???

Allora partiamo dall’inizio… una mattina di novembre Visit South Tyrol ci ha contattato e spiegato il programma e l’entusiasmo è già a mille. Passano i giorni e l’eccitazione cresce ma mai avremmo potuto pensare che da lì a poco avremmo vissuto un un sogno a occhi aperti di rara bellezza!!

Dovete sapere che amiamo follemente l’inverno e la neve, uhm… effettivamente questo forse già lo sapevate eheh, sapete anche dell’amore incredibile verso il Südtirol ed in particolare la Val Gardena giusto??? Ecco allora mettete assieme le due cose ed il gioco è fatto, perfettamente perfetto. Coppa del Mondo di sci, Selva di Val Gardena, la neve ed un’accoglienza unica…  what else? direbbe George Clooney… LOL.

Ma se tutto questo potrebbe già sembrarvi una figata pazzesca beh non vi abbiamo ancora detto tutto… eh sì perché o le cose si fanno in grande o non si fanno e così è stato!! Abbiamo avuto la straordinaria opportunità di sciare sulle Gobbe del Cammello della Saslong  pochi minuti prima della gara di Coppa del Mondo e di vivere così a 360° ogni singola emozione, ogni singolo attimo di un evento così speciale e unico.

E’ passato ormai più di un mese ma al solo pensiero ci vengono ancora i brividi e, non possiamo negarlo, gli “occhi a forma di cuore” continuano ad esserci rivedendo le stories e le immagini realizzate in quei giorni e metteremmo la firma subito, adesso nero su bianco per tornare indietro e rifare tutto dall’inizio. Wow!

SuperG e discesa libera vissuti a mille, prima in pista, poi nel parterre e quindi godendocela al caldo sorseggiando vini e birre locali degustando i prodotti tipici mentre scorrevano davanti a noi talenti incredibili… Paris, Svindal, Innerhofer, Fill e tanti altri… beh cosa chieder di più?

Ok tutto veramente stupendo ma mica ci si poteva fermare a questo evento giusto? Eh certo che no…

Un turbinio di emozioni, colori, sensazioni sempre avvolti da positività e bellezza che ci vede prima visitare i mercatini di Natale di Ortisei e Selva che ti regalano scorci unici e atmosfere magiche tanto da farti sembrare di esser in un film, poi a sciare al  mattino presto sul Seceda godendo di un paesaggio mozzafiato baciati da un caldo sole fino a cenare al Rifugio Comici sotto una miriade di stelle deliziandoci con dell’ottimo pesce fresco prima di tornare a valle a bordo di un gatto delle nevi e poi via verso un’altra perla delle Dolomiti: San Candido ed  il comprensorio di 3Zinnen sentendoci quasi obbligati ad un “ultimo” saluto alla splendida Val Gardena ammirando il tramonto dall’omonimo passo Gardena.

Il nostro sogno ad occhi aperti continua come il nostro viaggio… e sarà veramente così perché essere ospiti dell’hotel Leitlhof  a San Candido è un qualcosa di meraviglioso ed unico proprio come la vista dalla camera o dalla piscina riscaldata all’aperto che ci ha permesso  di rilassarci adeguatamente godendoci un panorama stupendo che, del resto, ci ha accompagnato tutto il giorno durante la sciata sul comprensorio 3Zinnen. Prima di raccontarvi della giornata sugli sci è d’obbligo spendere due parole per il progetto Leithlof, infatti questo hotel è al 100%  ecosostenibile. La famiglia Mühlmann punta ad assicurare il massimo benessere ai suoi clienti in tutti i settori delle sue attività ponendo l’ecologia al primo posto grazie anche ad una centrale di cogenerazione a cippato che fornsice energia elettrica ecologica e termica necessaria per tutto l’hotel utilizzando il legname dei boschi di loro proprietà limitando totalmente di inquinare e rovinare il paesaggio! 

Che dire se non COMPLIMENTI e CHAPEAU!!

Ma torniamo noi che siamo rimasti veramente stupiti dallo splendore paesaggistico e non solo di questo comprensorio sciistico nel cuore del Parco delle Tre Cime di Lavaredo. Sì proprio così perché qui, oltre ad essere circondati da maestose montagne che rendono il paesaggio una cartolina vivente, potete vivere il Natale in modo veramente autentico e alternativo.

Oltre ai piatti natalizi preparati dai cuochi stellati nelle numerose baite dislocate lungo le piste potrete trovare l’albero dalle 1000 stelle, l’ufficio postale di Gesù Bambino collocato ad oltre due mila metri di quota su di un albero in un bosco, la corona dell’avvento e la slitta con i regali di Rudi la renna.

Tutto curato nel minimo dettaglio, tutto veramente troppo bello e così la passeggiata che ti porta alla casa di Gesù Bambino diventa quasi fiabesca. Percorrendo il sentiero attraverso un fitto bosco si assapora ancor di più l’unicità del territorio ed una volta raggiunta dobbiamo ammettere che lo stupore è stato talmente tanto da lasciarci senza fiato. Ovviamente abbiamo scritto anche noi la letterina a Gesù bambino e come nei migliori film di Natale mentre la scrivevamo dal cielo, leggiadri come non mai scendevano alcuni timidi fiocchi di neve rendendo il tutto ancora più indimenticabile. Quanta bellezza! Non possiamo negare di esserci commossi davanti ad un gesto così semplice ma talmente bello, vero e puro che quasi avevamo dimenticato nella nostra frenetica vita reale. Che peccato!

Come tutte le cose belle purtroppo prima o poi finiscono e così carichiamo in auto gli sci, l’attrezzatura fotografica e dopo un’abbondante colazione al Leitlhof ripartiamo verso il cuneese con la consapevolezza che l’Alto Adige non smette mai di stupirci in ogni suo angolo, in ogni suo sapore, in ogni suo evento.

Ci aspetta un’ultima tappa, essendo di strada, per vedere l’ormai famosissimo e veramente turistico lago di Braies, che si rivela ancor più affascinante tutto completamente ghiacciato e ricoperto da una leggera coltre di neve caduta nei giorni precedenti alla nostra visita.  Giusto il tempo di fare alcuni scatti con la nuova Nikon Z7 prima dell’arrivo del turismo di massa che ovviamente non può mancare in questo posto e via verso Brunico dove visitiamo i mercatini di natale e ci fermiamo ad assaggiare un ottimo pasticcio di patate porri e speck congedandoci dalla bellezza di questa terra con un ultimo vin brulè finale prima di imboccare l’autostrada che ci riporterà verso ovest, verso casa.

Scontato il consueto GRAZIE a Visit South Tyrol per quest’esperienza così perfetta come sempre e piena di emozioni indimenticabili e non ci resta che darvi un consiglio… mettete in calendario per dicembre 2019 la Val Gardena e San Candido/3Zinnen perché sarà veramente un viaggio che difficilmente dimenticherete facilmente! Provare per credere. 

Ps by Simo: è stato il primo lavoro con la nuova mirrorless di casa Nikon, la Z7 e devo ammettere che vedendo le fotografie realizzate ed il comportamento sul campo sono pienamente soddisfatto. Premetto che mi sono proprio divertito cercando di capire i limiti e andando oltre la “logica della teoria del fotografo” ma sono contento. Pratica, maneggevole e ben performante in ogni situazione e con ogni condizione meteo. Leggera e duttile, intuitiva sotto ogni punta di vista. Non vedo l’ora di riprovarla al più presto non appena sarà guarito il gomito per darvi un parere ancor più dettagliato! Enjoy.

Romina e Simone
Il piu' autentico significato del Natale e'che tutti noi non siamo mai soli.
(Taylor Caldwell)

L’Alta Via è un sogno per ogni amante della montagna ed in particolar modo un regalo indelebile ed indimenticabile, proprio alla vigilia dei dieci anni di Unesco, alle Dolomiti. Un’attraversata di circa 150 chilometri del Sud Tirol da ovest ad est partendo da Tiers a pochi chilometri di distanza da “casa Salewa” fino alla Val Fiscalina proprio al confine della provincia di Bolzano.

Un percorso di oltre 50 ore tra salite, discese, vie ferrate, ebike e per un ragazzo del gruppo anche il brivido del parapendio.

Eravamo una decina tra giornalisti, fotografi, blogger da mezz’europa a intraprendere  quest’avventura lontani dallo stress, senza automobili quasi al confine di questo mondo moderno dove gli orari seguono l’andamento del sole e delle stelle e non di schemi prestabiliti dalla società. Confinati in uno “spazio” perfetto, circondati dalla bellezza ed unicità da alcune delle montagne più importanti d’Italia dalle Tofane alle Tre Cime di Lavaredo passando per il Catinaccio, il Monte Cristallo, il Pelmo e molte altre vette memorabili.

L’Alta Via è tutt’altro che banale, ti segna, ti fa scoprire i tuoi limiti e ti permette di diventare un tutt’uno con la montagna quella vera e pura che ognuno di noi ama fin da piccoli. Eh sì proprio così perché qui si entra in contatto a trecentosessantra gradi con quella montagna che ancora sogniamo lontano dal turismo di massa ma che ti avvicina, come da piccoli, alla bellezza della semplicità e ti fa stare veramente bene e mai come in quest’esperienza ho capito ancora di più l’affermazione di Messner: “La decisione più importante della mia vita è stata la decisione di vivere obbedendo ai miei desideri, alle mie idee e ai miei sogni.”

Fin dal primo giorno si capisce la grandezza di questo viaggio dolomitico perché attraversando la Valle del Ciamin ci si trova di fronte prima il Catinaccio e quindi le Torri del Vajolet che ci accompagneranno durante la salita fino ai 2134metri del Rifugio Bergamo – Grasleitenhütte dove ci attendono dell’ottimo cibo tirolese, una stellata incredibile!

Gisuto qualche ora di sonno ed è già il momento di ripartire perché la seconda giornata sarà un continuo sali e scendi attraversando il Passo di Molignon, in un’atmosfera paesaggistica quasi lunare che ci lascia senza parole per poi ridiscendere al Rifugio Alpe di Tires e proseguire verso il Rifugio Friedrich August affiancando i Denti di Terra Rossa, il Sassopiatto per ammirare nuovamente le stelle che ci faranno compagnia durante numerose chiacchierate notturne dell’Alta Via.

I chilometri iniziano a farsi sentire ma l’adrenalina è in continua crescita avvicinandoci alla via ferrata delle Meisules che ci porterà verso sera dopo aver ripercorso l’altopiano del Sella al Rfugio Franz Kostner ad oltre 2500 metri dove alcuni di noi scelgono di godersi la bellezza dell’Alta Badia bivaccando all’aperto sotto l’ennesimo tappeto di stelle che ci porterà verso l’inizio di un nuovo giorno con una meravigliosa alba che vedrà il sole baciare Civetta, Marmolada e Pelmo.

Uno di noi ha anche la fortuna di sorvolare la vallata e di raggiungere il Passo Campolongo in parapendio mentre il restante del gruppo scenderà a piedi tra rocce, pini mugo circondati da un tripudio di colori prima di prendere le ebike che ci porteranno prima a Pralongià a 2.109m e quindi giù fino alla Capanna Alpina dove riposiamo la bici ed iniziamo, sotto un caldo torrido, la salita fino alla Capanna Scottoni e da qui proseguiamo verso il Lago del Lagacio dove i più temerari si tufferanno per prendere un po’ di fresco prima di ricominciare il percorso che dopo 31 chilometri ci vedrà arrivare alla Capanna Fanes.

Ed è proprio qui che ci rendiamo conto di come sia ancora bello ogni tanto fare un passo indietro, staccarsi da tutto e così per telefonare useremo il vecchio telefono a gettoni del rifugio sorseggiando un po’ di birra sulla terrazza. Volge al termine una giornata veramente intensa e lunga, lontani dai rumori della città circondati dal silenzio della notte alpina tra risate e curiosità varie. Stupendo.

E così, nonostante i chilometri continuino ad accumularsi giorno dopo giorno, la fatica quasi non si sente perché quello che l’Alta Via porta con sé è una vera e propria famiglia. Sembra pazzesco da raccontare ma è proprio così, persone che fino ad alcuni giorni fa neanche si conoscevano sono ora legati da una profonda amicizia, una magia a tutti gli effetti che solo la montagna può creare.

Proseguiamo il viaggio verso est raggiungendo prima la Valle di Fanes che ci poterà all’omonime cascate sempre sotto un sole cocente. Il percorso ci porterà prima ad attraversarle da “dentro” e quindi dopo una piccola via ferrata arriviamo alla loro base, 90 metri di salto nel vuoto.

Uno spettacolo incredibile proprio come lo zig-zag verticale che ci porterà a risalire la valle fino al Gran Foses e quindi al Rifugio Biella proprio ai piedi della Croda del Becco dove il giorno seguente saliremo per ammirare l’alba.

Vedere il sole sorgere con in lontananza le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo, il Monte Cristallo, le Tofane e sotto di noi il turistico Lago di Braies mentre noi quassù siamo soli, in “famiglia”, ad ammirare ancora una volta la bellezza unica di madre natura e della montagna.

Dopo giorni di sole e temperature bollenti un’ultima alba infuocata lascia spazio a nuvole sempre più minacciose e rovesci di pioggia che arrivano da ovest e che ci accompagnano tutto il giorno tra pinete, prati e brevi passaggi ferrati fino al Rifugio Vallandro dove un vero e proprio temporale ci attende.

Il risveglio non è da meno entusiasmante,  una nebbia che corre velocemente sui  prati che circondano il rifugio mentre lasciandosi alle spalle il Rifugio ecco che rispuntano nuovamente in lontananza le Tre Cime di Lavaredo pronte a darci, tra qualche ora, il benvenuto…

Con spensieratezza di fronte a tanta bellezza altri 20 chilometri la fatica si accumula sempre di più gambe, affrontiamo numerosissimi sali e scendi ed arriviamo alla sera al Rifugio Locatelli dove abbiamo la fortuna di avere la camera letteralmente con vista!! Eh sì perché direttamente dal letto siamo di fronte alle Tre Cime, sembra veramente di toccarle e anche con il cielo che si fa a tratti sempre più minacciose regalano emozioni non stop in ogni istante.

Impossibile riposarsi con montagne così importanti, così leggendarie di fronte a noi e così dopo un paio di ore siam nuovamente in piedi ad aspettare l’alba che ovviamente non delude!

Siamo ormai prossimi alla fine, mancano solamente dodici chilometri prima che questa indimenticabile ALTA VIA volga al termine e così dopo aver costeggiato il Monte Paterno arriviamo in Val Fiscalina tappa conclusiva del progetto Salewa.

150 chilometri, 50ore, 8770 metri di ascesa e 8510 metri di discesa… un gruppo veramente unito, tanta stanchezza ma soprattutto tanta felicità per avercela fatta tutti assieme ed un grazie immenso ad Egon, la guida alpina che ci ha condotto con successo alla meta!

Walter Bonatti diceva: “Guarda se uno deve arrivare fin qui, per inseguire i propri sogni, per non essere là nella confusione, tra gli esseri umani che sono lì, per divertirsi o comunque per cercare qualche cosa che non ha nulla a che vedere con quello che cerco io.”

Proprio così, questo viaggio, quest’impresa ci ha portato a conoscerci meglio, a capire i nostri limiti, a capire l’importanza di inseguire i propri sogni ma soprattutto a capire ancora di più l’immensa bellezza della montagna.

Pura.

Vera.

Immensa.

Unica.

Emozionante.

L’Alta Via!

Se qualcuno  sperava che questo fosse veramente l’ultimo anno del Palio di Fossano mi dispiace per lui ma dovrà tornare indietro sui propri passi e sinceramente questo mi fa godere e non poco! Perché affermo questo? Semplicemente perchè domenica sera la città intera ne è uscita ancora più unita, ancora più bella e sorridente ed è proprio merito del Palio e dei suoi giovani.

I veri vincitori morali di questa giostra dell’oca targata duemilaediciassette sono senza dubbio i giovani della città degli Acaja. Un palio davvero particolare, davvero entusiasmante con un esito tanto unico quanto spettacolare che ha rafforzato l’amore verso questa manifestazione così incredibilmente bella.

Ma partiamo un po’ più da lontano… quest’anno ho deciso di seguire come fotografo una delle tifoserie più “calde” della città, forse a tratti anche il borgo più “odiato” ovvero il Borgo Salice ed i suoi Blue Scorpions. Devo dire che è meraviglioso vedere come alcuni ragazzi ci credano veramente e già settimane e settimane prima si radunino per organizzare il tifo e le coreografie…

In occasione di uno degli ultimi incontri, poco prima dei giochi del venerdì sera e del tradizionale spettacolo pirotecnico, si è unito agli Scorpioni anche un tifosissimo del Borgo Vecchio, Mauroni… per chi non frequenta il Palio deve sapere che gli unici veri “fratelli” del Salice sono appunto i rossoneri del Vecchio che per sfortuna o meglio sfiga (basti ricordare lo scorso anno…) non vincono il palio da 52 anni.

Tra una birretta, una chiacchiera e l’altra ne vien fuori l’idea bizzarra di chiamarsi goliardicamente “Vecchio Salice”…!

Il weekend trascorre lentamente tra “scherzi notturni” tra le tifoserie, feste in piazza mentre l’ansia sale sempre più… già perché quest’anno a differenza degli anni passati il Palio non si correrà più di sabato sera, come da tradizione, ma di domenica pomeriggio e quindi c’è un giorno in più di “sofferenza”.

Per chi non lo sapesse, da tradizione nelle notti che precedono il palio avvengono veri e propri “agguati” tra alcune delle tifoserie più “calde” della città ovvero Sant’Antonio, Salice e San Bernardo… con slogan e sfottò appesi in punti strategici della città, etc etc…

Ma torniamo a noi… domenica mattina dopo aver visto le prove degli arcieri gli Scorpioni si radunano tutti al loro borgo per ultimare la coreografia ed iniziare la lunga giornata che li porterà nell’Arena di Piazza Castello verso il tramonto… ovviamente per continuare “il gioco” Mauroni segue e partecipa durante tutta la giornata alle iniziative dei Blue Scorpions. Pranzo dei tifosi in piola, questo non può mai mancare e tra un bicchiere di rosso, una grigliata partono i cori che proseguono fino alla sede dei tifosi… sono ormai le cinque e la tensione inizia ad esser alta… si parte in corteo tutti insieme… foto di rito dal Bastione quindi Via Roma e si svolta in Via Cavour. Ecco ora è ufficialmente partito il Palio, ad aspettar il Borgo Salice ci sono Sant’Antonio e San Bernardo… è un delirio di colori, urla, cori, risate e sguardi… c’è un’energia pazzesca in questo “vicolo” degno di una vera torcida sudamericana!

Si entra…  all’ingresso in Arena dei propri figuranti si scatenao le coreografie sugli spalti, uno spettacolo indescrivibile!

Scorrono i minuti ed eccoci pronti… si parte con gli arcieri, è un inizio pazzesco per gli arcieri del Sant’Antonio che fanno esplodere il proprio settore, una prova incredibile la loro. Molto bene anche Borgo Vecchio e Borgo Romanisio… disastro del Salice che porta a casa 4 oche su 18…….!

C’è un po’ di amarezza sugli spalti bianco azzurri ma ci pensa subito Fabio, il fantino dei Blue Scorpions a risollevare il morale infatti nella prima batteria dei cavalli, complice anche la caduta del nuovo fantino del Sant’Antonio, Il Salice riesce a qualificarsi per la finale… continuano i duelli tra arcieri che vede Sant’Antonio perdere mentre vede andare avanti il Borgo Vecchio ed il Romanisio.

Nella seconda batteria dei cavalli, nonostante una mossa molto discutibile, il Romanisio vince per distacco davanti ad un arrivo al fotofinish di San Bernardo e Vecchio. E’ il delirio tra i tifosi RossoNeri perché riguardando le immagini il Vecchio è secondo!!

Nella finalina di tiro con l’arco salice vince classificandosi quinto mentre nella finale il Romanisio vince, per il borgo dei “frazionisti” avendo il cavallo in finale basta davvero poco a loro per vincere il palio…

Che finale pazzesca… la tensione è alle stelle perché escludendo il San Bernardo gli altri tre borghi possono vincere il Palio!!! Sulla carta sarebbe una finale a due perché le possibilità che il Salice possa farcela sono ridotte al lumicino… ma accade l’impossibile.

Fabio Ferrero, il fantino del Borgo Salice, si dimostra un fenomeno e va a vincere la finale dei cavalli, Romanisio cade… i tifosi del Salice e del Vecchio si fiondano giù dagli spalti… quello che fino a pochi minuti sembrava impossibile è successo!!! Grazie all’impresa di Fabio i due borghi sono a pari punti, 13 a 13… mai successo prima… i due borghi amici “Vecchio Salice” si ritrovano così lì, ad un passo dalla vittoria. I volti dei tifosi rossoneri sono tiratissimi, la tensione è veramente alta da entrambe le parti. Il Salice vorrebbe vincere il suo quinto palio mentre il Vecchio non vince da 52 anni!

Il regolamento prevederebbe lo spareggio con i cavalli ma complice la scarsa illuminazione si è costretti ad assistere allo spareggio con il tiro con l’arco e come già era successo nelle fasi preliminari il Vecchio vince facilmente complice anche una giornata No degli arcieri bianco azzurri.

E’ Stupendo… l’intera città si commuove, tutti scendo in arena assieme a far festa, un tripudio di emozioni così pure, così forti e belle che difficilmente si potranno dimenticare. Giovani ed anziani che piangono, tifosi che si abbracciano, saltano… che spettacolo questo Palio!

Ha vinto il Borgo Vecchio! Ha vinto la Città di Fossano ma soprattutto… HANNO VINTO COLORO CHE AMANO IL PALIO!

Romina & Simone