Ogni avventura, ogni esperienza che viviamo diventa un’occasione per conoscere nuove persone, incrociare nuovi sorrisi e ascoltare nuove storie. Ed il Global Influencer Summit è stata proprio l’occasione perfetta per condividere assieme ad altri fotografi, giornalisti, atleti ed influencer la nostra più grande passione: la Montagna.

Così entusiasti, così emozionati ed eccitati di tornare nel cuore delle Dolomiti ed in questo caso in Alta Badia.

Quattro giorni full immersion nella natura con diverse attività come lo speed hiking, il trekking, il climbing, lo skywalk ed il mountaineering seguiti da serate di confronto, barbecue, musica dal vivo e tanta energia positiva.

Trasportati quasi in un mondo parallelo dove tutti vogliono conoscersi, confrontarsi e migliorarsi senza pregiudizi, senza rivalità ma uniti da quella semplicità che da sempre è la vera forza della montagna.

E se anche il meteo prova a fare i dispetti con un autentico diluvio ne esce la vera forza del gruppo e l’autentica unicità e bellezza dell’atmosfera “campo base” Salewa che fa crescere ancora di più le amicizie, le conoscenze e così spinti da un’energia pura e vera ed ognuno si ritrova di fronte al fuoco, sorseggiando birra locale, canticchiando al concerto fino a spegnersi lentamente come la legna nel braciere e così anche le ultime luci delle tende lasciando spazio alle stelle ed alla luna.

Sembrerà assurdo al giorno d’oggi ma sono proprio queste piccole cose, questi piccoli dettagli a fare la differenza e a creare qualcosa di veramente bello.

Svegliarsi all’alba ed ammirare le vette spruzzate di neve fresca, percorrere i sentieri di montagna confrontandosi continuamente, intraprendere una via ferrata, arrampicare spingendosi quasi oltre le nuvole ma anche fare i canederli,  correre tra i larici lungo il fiume alla ricerca della consapevolezza, conoscere i segreti dell’algoritmo, praticare lo yoga mentre il sole fa arrossire le vette più alte o raccogliere i rifiuti nei boschi.

In un periodo dove le persone continuano ad andare e a fare tutto di corsa la stessa azienda diffonde il messaggio di fermarsi un secondo ed osservare. Il clima sta cambiando velocemente portando con sé disastri naturali in ogni parte del mondo, c’è bisogno che noi stessi in prima persona interveniamo per dare il nostro contributo. Ecosostenibilità, il recupero e riciclo, la pulizia dei sentieri e dei boschi.

Un cambio che servirà sicuramente anzi che è di fondamentale importanza perché da sempre i cambiamenti, le rivoluzioni partono dal basso ed è arrivato il momento di agire con concretezza.

Un Global Summit che alla fine risulterà più autentico e famigliare di ogni previsione, un evento che ha veramente sconvolto in positivo la vita di alcuni perché ha portato con sè molta conoscenza ma soprattutto tante nuove amicizie, nuove collaborazioni tra persone unite da una delle più belle passioni al mondo, la montagna perché diciamolo senza alcun problema che di fronte a Lei siamo veramente tutti uguali.

Simone & Romina

“Fissare obiettivi è il primo passo necessario per trasformare l'invisibile in visibile.” (Anthony Robbins)

Buongiorno a tutti… avremmo voluto scrivere questo articolo molto tempo fa ma, purtroppo come ben sapete pochi giorni dopo il nostro ritorno dal meraviglioso Südtirol è successo quello che mai avremmo voluto, Simone ha subito un grave infortunio proprio nel giorno di Natale che ci ha costretto a rimandare ogni lavoro, articolo etc. Davvero un peccato sentirsi obbligati a fermarsi proprio nel cuore dell’inverno ma per fortuna l’operazione è andata bene e la fisioterapia sta andando altrettanto e quindi ora eccoci qui a raccontarvi un’esperienza veramente indimenticabile.

Spesso le emozioni, soprattutto nei primi giorni seguenti ad un viaggio sono veramente intense ma tendono col passare del tempo ad affievolirsi ma mai come in questo caso sono ancora così vive e belle. Forse dovuto all’infortunio che ci ha fatto riflettere a lungo, forse perché quest’esperienza è anche stata la prima e unica sugli sci di questo strano, per noi, inverno…  ma in realtà è stato tutto così perfetto e sensazionale che ancora oggi ci emozioniamo a ripensare ad ogni attimo e non neghiamo che ci piacerebbe rivivere il tutto al più presto.

Vi starete chiedendo ehhh vabbè ma cosa sarà successo di così incredibile in questo viaggio???

Allora partiamo dall’inizio… una mattina di novembre Visit South Tyrol ci ha contattato e spiegato il programma e l’entusiasmo è già a mille. Passano i giorni e l’eccitazione cresce ma mai avremmo potuto pensare che da lì a poco avremmo vissuto un un sogno a occhi aperti di rara bellezza!!

Dovete sapere che amiamo follemente l’inverno e la neve, uhm… effettivamente questo forse già lo sapevate eheh, sapete anche dell’amore incredibile verso il Südtirol ed in particolare la Val Gardena giusto??? Ecco allora mettete assieme le due cose ed il gioco è fatto, perfettamente perfetto. Coppa del Mondo di sci, Selva di Val Gardena, la neve ed un’accoglienza unica…  what else? direbbe George Clooney… LOL.

Ma se tutto questo potrebbe già sembrarvi una figata pazzesca beh non vi abbiamo ancora detto tutto… eh sì perché o le cose si fanno in grande o non si fanno e così è stato!! Abbiamo avuto la straordinaria opportunità di sciare sulle Gobbe del Cammello della Saslong  pochi minuti prima della gara di Coppa del Mondo e di vivere così a 360° ogni singola emozione, ogni singolo attimo di un evento così speciale e unico.

E’ passato ormai più di un mese ma al solo pensiero ci vengono ancora i brividi e, non possiamo negarlo, gli “occhi a forma di cuore” continuano ad esserci rivedendo le stories e le immagini realizzate in quei giorni e metteremmo la firma subito, adesso nero su bianco per tornare indietro e rifare tutto dall’inizio. Wow!

SuperG e discesa libera vissuti a mille, prima in pista, poi nel parterre e quindi godendocela al caldo sorseggiando vini e birre locali degustando i prodotti tipici mentre scorrevano davanti a noi talenti incredibili… Paris, Svindal, Innerhofer, Fill e tanti altri… beh cosa chieder di più?

Ok tutto veramente stupendo ma mica ci si poteva fermare a questo evento giusto? Eh certo che no…

Un turbinio di emozioni, colori, sensazioni sempre avvolti da positività e bellezza che ci vede prima visitare i mercatini di Natale di Ortisei e Selva che ti regalano scorci unici e atmosfere magiche tanto da farti sembrare di esser in un film, poi a sciare al  mattino presto sul Seceda godendo di un paesaggio mozzafiato baciati da un caldo sole fino a cenare al Rifugio Comici sotto una miriade di stelle deliziandoci con dell’ottimo pesce fresco prima di tornare a valle a bordo di un gatto delle nevi e poi via verso un’altra perla delle Dolomiti: San Candido ed  il comprensorio di 3Zinnen sentendoci quasi obbligati ad un “ultimo” saluto alla splendida Val Gardena ammirando il tramonto dall’omonimo passo Gardena.

Il nostro sogno ad occhi aperti continua come il nostro viaggio… e sarà veramente così perché essere ospiti dell’hotel Leitlhof  a San Candido è un qualcosa di meraviglioso ed unico proprio come la vista dalla camera o dalla piscina riscaldata all’aperto che ci ha permesso  di rilassarci adeguatamente godendoci un panorama stupendo che, del resto, ci ha accompagnato tutto il giorno durante la sciata sul comprensorio 3Zinnen. Prima di raccontarvi della giornata sugli sci è d’obbligo spendere due parole per il progetto Leithlof, infatti questo hotel è al 100%  ecosostenibile. La famiglia Mühlmann punta ad assicurare il massimo benessere ai suoi clienti in tutti i settori delle sue attività ponendo l’ecologia al primo posto grazie anche ad una centrale di cogenerazione a cippato che fornsice energia elettrica ecologica e termica necessaria per tutto l’hotel utilizzando il legname dei boschi di loro proprietà limitando totalmente di inquinare e rovinare il paesaggio! 

Che dire se non COMPLIMENTI e CHAPEAU!!

Ma torniamo noi che siamo rimasti veramente stupiti dallo splendore paesaggistico e non solo di questo comprensorio sciistico nel cuore del Parco delle Tre Cime di Lavaredo. Sì proprio così perché qui, oltre ad essere circondati da maestose montagne che rendono il paesaggio una cartolina vivente, potete vivere il Natale in modo veramente autentico e alternativo.

Oltre ai piatti natalizi preparati dai cuochi stellati nelle numerose baite dislocate lungo le piste potrete trovare l’albero dalle 1000 stelle, l’ufficio postale di Gesù Bambino collocato ad oltre due mila metri di quota su di un albero in un bosco, la corona dell’avvento e la slitta con i regali di Rudi la renna.

Tutto curato nel minimo dettaglio, tutto veramente troppo bello e così la passeggiata che ti porta alla casa di Gesù Bambino diventa quasi fiabesca. Percorrendo il sentiero attraverso un fitto bosco si assapora ancor di più l’unicità del territorio ed una volta raggiunta dobbiamo ammettere che lo stupore è stato talmente tanto da lasciarci senza fiato. Ovviamente abbiamo scritto anche noi la letterina a Gesù bambino e come nei migliori film di Natale mentre la scrivevamo dal cielo, leggiadri come non mai scendevano alcuni timidi fiocchi di neve rendendo il tutto ancora più indimenticabile. Quanta bellezza! Non possiamo negare di esserci commossi davanti ad un gesto così semplice ma talmente bello, vero e puro che quasi avevamo dimenticato nella nostra frenetica vita reale. Che peccato!

Come tutte le cose belle purtroppo prima o poi finiscono e così carichiamo in auto gli sci, l’attrezzatura fotografica e dopo un’abbondante colazione al Leitlhof ripartiamo verso il cuneese con la consapevolezza che l’Alto Adige non smette mai di stupirci in ogni suo angolo, in ogni suo sapore, in ogni suo evento.

Ci aspetta un’ultima tappa, essendo di strada, per vedere l’ormai famosissimo e veramente turistico lago di Braies, che si rivela ancor più affascinante tutto completamente ghiacciato e ricoperto da una leggera coltre di neve caduta nei giorni precedenti alla nostra visita.  Giusto il tempo di fare alcuni scatti con la nuova Nikon Z7 prima dell’arrivo del turismo di massa che ovviamente non può mancare in questo posto e via verso Brunico dove visitiamo i mercatini di natale e ci fermiamo ad assaggiare un ottimo pasticcio di patate porri e speck congedandoci dalla bellezza di questa terra con un ultimo vin brulè finale prima di imboccare l’autostrada che ci riporterà verso ovest, verso casa.

Scontato il consueto GRAZIE a Visit South Tyrol per quest’esperienza così perfetta come sempre e piena di emozioni indimenticabili e non ci resta che darvi un consiglio… mettete in calendario per dicembre 2019 la Val Gardena e San Candido/3Zinnen perché sarà veramente un viaggio che difficilmente dimenticherete facilmente! Provare per credere. 

Ps by Simo: è stato il primo lavoro con la nuova mirrorless di casa Nikon, la Z7 e devo ammettere che vedendo le fotografie realizzate ed il comportamento sul campo sono pienamente soddisfatto. Premetto che mi sono proprio divertito cercando di capire i limiti e andando oltre la “logica della teoria del fotografo” ma sono contento. Pratica, maneggevole e ben performante in ogni situazione e con ogni condizione meteo. Leggera e duttile, intuitiva sotto ogni punta di vista. Non vedo l’ora di riprovarla al più presto non appena sarà guarito il gomito per darvi un parere ancor più dettagliato! Enjoy.

Romina e Simone
Il piu' autentico significato del Natale e'che tutti noi non siamo mai soli.
(Taylor Caldwell)

L’Alta Via è un sogno per ogni amante della montagna ed in particolar modo un regalo indelebile ed indimenticabile, proprio alla vigilia dei dieci anni di Unesco, alle Dolomiti. Un’attraversata di circa 150 chilometri del Sud Tirol da ovest ad est partendo da Tiers a pochi chilometri di distanza da “casa Salewa” fino alla Val Fiscalina proprio al confine della provincia di Bolzano.

Un percorso di oltre 50 ore tra salite, discese, vie ferrate, ebike e per un ragazzo del gruppo anche il brivido del parapendio.

Eravamo una decina tra giornalisti, fotografi, blogger da mezz’europa a intraprendere  quest’avventura lontani dallo stress, senza automobili quasi al confine di questo mondo moderno dove gli orari seguono l’andamento del sole e delle stelle e non di schemi prestabiliti dalla società. Confinati in uno “spazio” perfetto, circondati dalla bellezza ed unicità da alcune delle montagne più importanti d’Italia dalle Tofane alle Tre Cime di Lavaredo passando per il Catinaccio, il Monte Cristallo, il Pelmo e molte altre vette memorabili.

L’Alta Via è tutt’altro che banale, ti segna, ti fa scoprire i tuoi limiti e ti permette di diventare un tutt’uno con la montagna quella vera e pura che ognuno di noi ama fin da piccoli. Eh sì proprio così perché qui si entra in contatto a trecentosessantra gradi con quella montagna che ancora sogniamo lontano dal turismo di massa ma che ti avvicina, come da piccoli, alla bellezza della semplicità e ti fa stare veramente bene e mai come in quest’esperienza ho capito ancora di più l’affermazione di Messner: “La decisione più importante della mia vita è stata la decisione di vivere obbedendo ai miei desideri, alle mie idee e ai miei sogni.”

Fin dal primo giorno si capisce la grandezza di questo viaggio dolomitico perché attraversando la Valle del Ciamin ci si trova di fronte prima il Catinaccio e quindi le Torri del Vajolet che ci accompagneranno durante la salita fino ai 2134metri del Rifugio Bergamo – Grasleitenhütte dove ci attendono dell’ottimo cibo tirolese, una stellata incredibile!

Gisuto qualche ora di sonno ed è già il momento di ripartire perché la seconda giornata sarà un continuo sali e scendi attraversando il Passo di Molignon, in un’atmosfera paesaggistica quasi lunare che ci lascia senza parole per poi ridiscendere al Rifugio Alpe di Tires e proseguire verso il Rifugio Friedrich August affiancando i Denti di Terra Rossa, il Sassopiatto per ammirare nuovamente le stelle che ci faranno compagnia durante numerose chiacchierate notturne dell’Alta Via.

I chilometri iniziano a farsi sentire ma l’adrenalina è in continua crescita avvicinandoci alla via ferrata delle Meisules che ci porterà verso sera dopo aver ripercorso l’altopiano del Sella al Rfugio Franz Kostner ad oltre 2500 metri dove alcuni di noi scelgono di godersi la bellezza dell’Alta Badia bivaccando all’aperto sotto l’ennesimo tappeto di stelle che ci porterà verso l’inizio di un nuovo giorno con una meravigliosa alba che vedrà il sole baciare Civetta, Marmolada e Pelmo.

Uno di noi ha anche la fortuna di sorvolare la vallata e di raggiungere il Passo Campolongo in parapendio mentre il restante del gruppo scenderà a piedi tra rocce, pini mugo circondati da un tripudio di colori prima di prendere le ebike che ci porteranno prima a Pralongià a 2.109m e quindi giù fino alla Capanna Alpina dove riposiamo la bici ed iniziamo, sotto un caldo torrido, la salita fino alla Capanna Scottoni e da qui proseguiamo verso il Lago del Lagacio dove i più temerari si tufferanno per prendere un po’ di fresco prima di ricominciare il percorso che dopo 31 chilometri ci vedrà arrivare alla Capanna Fanes.

Ed è proprio qui che ci rendiamo conto di come sia ancora bello ogni tanto fare un passo indietro, staccarsi da tutto e così per telefonare useremo il vecchio telefono a gettoni del rifugio sorseggiando un po’ di birra sulla terrazza. Volge al termine una giornata veramente intensa e lunga, lontani dai rumori della città circondati dal silenzio della notte alpina tra risate e curiosità varie. Stupendo.

E così, nonostante i chilometri continuino ad accumularsi giorno dopo giorno, la fatica quasi non si sente perché quello che l’Alta Via porta con sé è una vera e propria famiglia. Sembra pazzesco da raccontare ma è proprio così, persone che fino ad alcuni giorni fa neanche si conoscevano sono ora legati da una profonda amicizia, una magia a tutti gli effetti che solo la montagna può creare.

Proseguiamo il viaggio verso est raggiungendo prima la Valle di Fanes che ci poterà all’omonime cascate sempre sotto un sole cocente. Il percorso ci porterà prima ad attraversarle da “dentro” e quindi dopo una piccola via ferrata arriviamo alla loro base, 90 metri di salto nel vuoto.

Uno spettacolo incredibile proprio come lo zig-zag verticale che ci porterà a risalire la valle fino al Gran Foses e quindi al Rifugio Biella proprio ai piedi della Croda del Becco dove il giorno seguente saliremo per ammirare l’alba.

Vedere il sole sorgere con in lontananza le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo, il Monte Cristallo, le Tofane e sotto di noi il turistico Lago di Braies mentre noi quassù siamo soli, in “famiglia”, ad ammirare ancora una volta la bellezza unica di madre natura e della montagna.

Dopo giorni di sole e temperature bollenti un’ultima alba infuocata lascia spazio a nuvole sempre più minacciose e rovesci di pioggia che arrivano da ovest e che ci accompagnano tutto il giorno tra pinete, prati e brevi passaggi ferrati fino al Rifugio Vallandro dove un vero e proprio temporale ci attende.

Il risveglio non è da meno entusiasmante,  una nebbia che corre velocemente sui  prati che circondano il rifugio mentre lasciandosi alle spalle il Rifugio ecco che rispuntano nuovamente in lontananza le Tre Cime di Lavaredo pronte a darci, tra qualche ora, il benvenuto…

Con spensieratezza di fronte a tanta bellezza altri 20 chilometri la fatica si accumula sempre di più gambe, affrontiamo numerosissimi sali e scendi ed arriviamo alla sera al Rifugio Locatelli dove abbiamo la fortuna di avere la camera letteralmente con vista!! Eh sì perché direttamente dal letto siamo di fronte alle Tre Cime, sembra veramente di toccarle e anche con il cielo che si fa a tratti sempre più minacciose regalano emozioni non stop in ogni istante.

Impossibile riposarsi con montagne così importanti, così leggendarie di fronte a noi e così dopo un paio di ore siam nuovamente in piedi ad aspettare l’alba che ovviamente non delude!

Siamo ormai prossimi alla fine, mancano solamente dodici chilometri prima che questa indimenticabile ALTA VIA volga al termine e così dopo aver costeggiato il Monte Paterno arriviamo in Val Fiscalina tappa conclusiva del progetto Salewa.

150 chilometri, 50ore, 8770 metri di ascesa e 8510 metri di discesa… un gruppo veramente unito, tanta stanchezza ma soprattutto tanta felicità per avercela fatta tutti assieme ed un grazie immenso ad Egon, la guida alpina che ci ha condotto con successo alla meta!

Walter Bonatti diceva: “Guarda se uno deve arrivare fin qui, per inseguire i propri sogni, per non essere là nella confusione, tra gli esseri umani che sono lì, per divertirsi o comunque per cercare qualche cosa che non ha nulla a che vedere con quello che cerco io.”

Proprio così, questo viaggio, quest’impresa ci ha portato a conoscerci meglio, a capire i nostri limiti, a capire l’importanza di inseguire i propri sogni ma soprattutto a capire ancora di più l’immensa bellezza della montagna.

Pura.

Vera.

Immensa.

Unica.

Emozionante.

L’Alta Via!