Camminare.

Scoprire.

Entrare in simbiosi con il paesaggio circostante.

Vivere e sentirsi vivi.

Passo dopo passo.

Tutto questo andar lenti, conoscere per conoscersi e staccare letteralmente la spina dal mondo virtuale, frenetico se non addirittura caotico che ci circonda.

Siamo sempre stati affascinati da questo mondo, dai cammini ma forse per pigrizia, forse per paura o forse per le solite scuse non ne abbiamo mai fatti finchè non è arrivata quella stupenda telefonata di Sara da Campiglio che ci proponeva di realizzare un reportage sul loro: il Cammino di San Vili.

L’eccitazione iniziale, la voglia di vivere una nuova esperienza ci hanno subito emozionato tantissimo ma poi è entrato in gioco il panico per scegliere l’attrezzatura, capire come fare perché ci aspettavano cento chilometri da Madonna di Campiglio a Trento da fare in quattro giorni.

Come sempre prevale l’ottimismo e quindi eccoci pronti a partire destinazione Alta Val Rendena.

Il minimo indispensabile negli zaini: Nikon Z7 con il 24-70mm ed il drone nello zaino di Simone, D7500 con 18-140mm in quello di Romina. Un paio di pantaloni, una maglietta ed una felpa, giacca impermeabile indossata data la pioggia prevista e nulla di più.

Non appena arriviamo a Campiglio incontriamo la nostra guida e compagna di avventura Francesca. Dal primo istante nasce subito un feeling incredibilmente stupendo, ci divertiremo di sicuro.

Abbiamo la serata libera per cui decidiamo di salire al Lago Nero per fare alcuni scatti al Brenta e poi si va a dormire presto perché all’alba si partirà.

La prima giornata inizia con il cielo grigio, qualche goccia di pioggia. Non c’è praticamente nessuno in giro, il morale è alto perché come ogni volta, qui in Val Rendena, ci sentiamo a casa. Il cielo minaccia acqua ma siamo fortunati e man mano che perdiamo quota scendendo verso Fisto si apre sempre di più. Il ritmo è buono come l’atmosfera e parlottando allegramente ci capita anche di trovare dei funghi porcini che ovviamente raccogliamo. Incontriamo e superiamo paesi, borgate, chiese una più belle dell’altra fino a Carisolo dove ci fermiamo ad ammirare la bellezza dei castagni secolari che si tingono d’autunno. Una tappa dal sapore rurale, autentico e vivo. Ci fanno compagnia i campanacci delle mucche “Razza Rendena” e il sibilo del vento tra le piante mentre ci avviciniamo alla nostra conclusione di tappa “Casa Moresc” nell’abitato di Fisto mentre il cielo si è decisamente incupito. Una bella birra fresca per festeggiare mentre l’atmosfera si fa sempre più turbolenta, le nuvole si addossano alle montagne ed improvvisamente si scatena un violento temporale che ci accompagna finchè non ci addormentiamo.

Il risveglio è autunnale, nebbiolina e qualche goccia di pioggia ci faranno da compagni in questa lunga tappa dal sapore alpino. Se fossimo in una corsa ciclistica sarebbe La Tappa che decide la corsa, infatti ci aspettano mille e cinquecento metri di dislivello di salita.

Partiamo prestissimo perché saranno trenta i chilometri da percorrere e ci saranno degli strappetti da affrontare niente male. Siamo immersi nel verde, attraversiamo pinete spettacolari, incontriamo salamandre, raccogliamo funghi e ci conosciamo sempre più. Da perfetti sconosciuti ad amici ed ora pellegrini. Capiamo subito quanto sia magico il cammino e che sorprese porti con sé.  Dopo poco siamo nel vero “gran premio della montagna” del San Vili, siamo nel punto più panoramico sul Passo Daone mentre il cielo continua ad esser bello chiuso ed ogni tanto il vento porta con sé qualche timida goccia di pioggia. Ottocento metri di dislivello fatti, siamo ancora lontani dal traguardo ma siamo circondati da un paesaggio sempre più colorato con le più svariate sfumature di verde e man mano che scendiamo di quota il sole spunta e illumina il fitto sottobosco. Alle nostre spalle si scatena un nuovo temporale che però decide di graziarci mentre risaliamo per raggiungere Iron, un vero gioiello di architettura che sembra veramente esser isolato dal mondo. Ci fermeremmo volentieri qui a lungo ma dobbiamo continuare perché Stenico, la nostra meta, ci sta aspettando. Questo paese, scenograficamente parlando è splendido e risalendo verso il “Bosco Arte Stenico” ci troviamo di fronte una cartolina reale con il castello che domina la valle, il tramonto ed un silenzio surreale che ci accompagna tra le più svariate installazioni artistiche. Siamo costretti ad accendere le frontaline perché le riprese fotografiche ci hanno fatto “perdere” un po’ di tempo. Che poi perdere, in base a chi, a cosa si può definire di aver perso. Il cammino ci sta facendo capire quanto sia importante l’andar lenti, l’entrare in simbiosi con il paesaggio circostante e quindi se arriviamo un po’ lunghi va bene uguale per noi. Se fatto con l’orologio al polso non è più un cammino e lo stress rovinerebbe la magica atmosfera che stiam portando con noi.

Ci lasciamo alle spalle l’abitato per raggiungere la nostra tappa serale, Seo. Qui siamo ospiti del B&B La Lanterna. Senza dubbio si rivelerà una delle perle indiscusse dell’intero viaggio. Ci sentiamo a casa. Una cena con i fiocchi, coccolati con polenta, formaggi, camoscio e per finire la grappa.

Floro e sua moglie ci sanno fare, sono due persone meravigliose, uniche e dopo tutti questi chilometri, questi sali e scendi sono un vero toccasana per il morale. Grazie.

Cielo sereno, aria frizzante e una colazione perfetta con tanto di torta appena sfornata.

Il buongiorno è servito. Il morale è alle stelle quando lasciamo l’abitato di Seo e ci dirigiamo verso Tavodo tra campi di lavanda e viste dolomitiche per proseguire ancora verso Moline.

Qui ci fermiamo stupiti, increduli perché sembra di essere finiti in Toscana, in un borgo dell’entroterra toscano o provenzale. Il ponte che attraversa il fiume, i colori delle case, i fiori e quel silenzio che ti entra dentro e fa capire quanto siamo piccoli ed è proprio questo aspetto che stiamo capendo passo dopo passo. La nostra compagna di viaggio, Francesca, è un’esperta di cammini e ci racconta le sue esperienze, le sue avventure e ci fa stare bene perché c’è un mondo da imparare da lei. Stupendo. Lei ci dà morale nei momenti di stanchezza, ci fa viaggiare con la mente e ci rallegra. E’ una ragazza incredibile, un’Amica che diventa quasi una sorella chilometro dopo chilometro.

E così superiamo questo paesino isolato dove si respira aria d’altri tempi e mentre costeggiamo la forra, il precipizio alla nostra destra Simone sente qualcosa che non va. Si toglie lo scarponcino, ed ecco la prima vescica del pellegrino. Un ago, un filo e si riparte. Superiamo la chiesetta di San Vigilio da cui possiamo osservare tutto il percorso fatto in mattinata e ci mettiamo a leggere il diario dei pellegrini mentre si avvicina velocemente il tramonto. Siamo ancora lontani dall’abitato di Mangone, accendiamo le frontaline ed affrontiamo un passaggio decisamente esposto, non dei più belli da fare di notte mentre d’innanzi a noi eccolo, il Lago di Garda. Svoltiamo nel boschetto e spunta una torcia, che pian piano di viene incontro. E’ il proprietario dell’affitacamere “Enjoy the Silence” che ci stava aspettando da qualche oretta. Ehhhmmm anche stasera siamo decisamente in ritardo ma che ci volete fare siam fatti così… il cammino, la lentezza, i momenti di riflessione stanno prendendo piede dentro di noi e non guardiamo più l’ora.

Ci sistemiamo, accendiamo il caminetto, cuciniamo e ci godiamo un bel bicchiere di vino mentre sistemiamo l’attrezzatura fotografica, controlliamo i social e poi andiamo a dormire, cotti come non mai ma con la testa già a Trento.

Cielo infuocato, paese addormentato e tre pellegrini già in cammino. Inizia l’ultima giornata sul San Vili. Anche quest’oggi il cielo sereno non vuole farci compagnia e come sempre si copre. Rispetto a Campiglio fa decisamente più caldo. I chilometri si sommano e lasciamo alle nostre spalle il Garda avvicinandoci ai laghi di Lamar. Nei boschetti che attraversiamo troviamo alcune tracce dell’orso proprio sul sentiero ma purtroppo non riusciamo a vederlo e per noi, fieri sostenitori, è un vero peccato. La voglia di arrivare al traguardo è tanta come lo è la voglia di godersi ogni istante. Si è creata una famiglia in questo viaggio e mentre il sole lentamente scende e scompare dietro un tappeto di nuvole grigie, ci rendiamo conto di esser ancora lontani dal duomo di Trento. Proviamo a forzare il ritmo ma finiamo in un punto decisamente esposto, in discesa a picco sulla vallata sottostante. Ci fermiamo e proseguiamo con calma. Il passaggio più difficile del cammino è superato, iniziamo l’avvicinamento visivo alla città che però, forse complice anche la stanchezza, sembra non avvicinarsi mai. E’ notte fonda, il silenzio e la pace della montagna lasciano, minuto dopo minuto, spazio ai rumori della città, gli alberi alle case ed iniziamo ad incontrare via via sempre più persone. Eccoci, siamo sull’Adige ed intravediamo in lontananza il Duomo. Il terriccio, le pietre ora sono asfalto, le auto sfrecciano veloci mentre il nostro ritmo rallenta, si velocizza ma poi rallenta nuovamente.

Svoltiamo a sinistra, poi a destra, cento metri ed eccolo lì, davanti a noi a pochi metri: il Duomo di Trento. Fermo, immobile, impassibile mentre in noi c’è un caos di emozioni, stati d’animo indescrivibili.

Tantissimi ragazzi affollano i dehors con la loro camicia perfetta e lo spritz in mano. Noi, vestiti da montanari, stanchi, esausti ma pieni di vita e soprattutto ricchi dentro, ricchissimi come non mai prima d’ora. Ci guardiamo, ci abbracciamo, esultiamo. Ci sentiamo Vivi e felici.

Ordiniamo da mangiare una pizza, che ovviamente con lo spirito peregrino scegliamo di dividere assieme. Una bottiglia di un vino trentino. La gente ci guarda stranita, ci osserva e sorride.

Si conclude in questa piazza il nostro primo Cammino, il San Vili.

La felicità di avercela fatta con le nostre gambe, con i nostri zaini, con i nostri ritmi ma soprattutto aver capito quando sia bello camminare, quanto sia sempre più necessario vivere con lentezza, quasi al ritmo delle stagioni perché così facendo capisci veramente l’importanza delle piccole cose, della semplicità ma soprattutto della vita.

Grazie Francesca per essere stata una compagnia di viaggio indimenticabile.

Grazie Sara per aver creduto in Noi.

Grazie Cammino di San Vili per averci fatto capire quanto sia bello essere dei pellegrini.

 

“Non esiste una via verso la felicità.  La felicità è la via.”

[Buddha]

L’idea di questo video è nata due giorni fa alle 05.45 osservando il sole sorgere ed illuminare le montagne di fronte a noi. Magia ma soprattutto energia pura, voglia di condividere.

Ecco così 4 minuti di riflessioni, consigli che vogliamo darvi e che provengono da anni di letture di ogni genere tra cui alcuni libri (Sharma, Pentimalli, Coelho, Radinger…) che potete trovare qui:📘📙 https://bit.ly/2XMiNV5 🔥

 

Un percorso di vita che ci sta portando da tre anni a realizzare diversi sogni e a vivere la vita circondati dalla felicità e bellezza. Perchè è veramente arrivato il momento che TUTTI possano essere SE STESSI e che raggiungano la propria felicità. 🧡

INIZIA ORA, A VIVERE IL TUO SOGNO

Chi siamo veramente?

Lo sappiamo per davvero o siamo semplicemente quello che qualcuno ci ha detto di essere?

Diventiamo quello che ci dicono di essere fin da piccoli, cresciamo nel giudizio e finiamo troppe volte con il giudicare.

Ma nessuno può farlo, solamente Noi siamo veramente a conoscenza di chi siamo.

Dobbiamo diventare, ESSERE i protagonisti della nostra VITA.

Da bambini cadiamo e poi ci rialziamo subito, da adulti abbiamo paura di cadere e se succede abbiamo il timore di essere giudicati perché quello che pensano gli altri viene prima di quello che pensiamo di noi stessi.

Passiamo troppo tempo a concentrarci su ciò che non funziona anziché su ciò che funziona.

Spesso dimentichiamo quanto possa essere piacevole imparare qualcosa di nuovo, ma per fare questo dobbiamo coltivare l’arte della pazienza.

Devi sapere che puoi veramente perdere solamente due cose: il tempo e la vita stessa.

La seconda è inevitabile, la prima è imperdonabile.

Continuiamo a rimandare, a posticipare, a pronunciare se, ma, forse… viviamo la maggior parte del tempo a metà strada tra l’essere ispirati e disperati, giustificandoci di continuo, dicendo che ci serve una motivazione per fare questo o quell’altro.

Qual è il tuo obbiettivo? Immagina di averlo raggiunto e prova quella sensazione di benessere. Stai vivendo emozioni uniche vero? Ecco, allora rifletti: perché non sono ancora riuscito a realizzarlo? Di che cosa ho paura.

Quando gli altri ti diranno che non puoi farcela ricordati, che non sei tu quello che non può ma sono gli altri che non ce l’hanno fatta.

Circondati di persone che hanno la capacità di sognare e la forza per raggiungere i propri traguardi.

Non farti distrarre, rimani focalizzato sul tuo obbiettivo, non avere paura di cadere e vai dritto per il tuo cammino.

Parla spesso dei tuoi sogni, delle tue intenzioni. Condividi le emozioni con le persone che ami. Più parli di ciò che vuoi, più avrai ciò che vuoi.

Ogni secondo si sviluppa un nuovo potenziale futuro ed il tuo è molto più grande di quello che pensi ed è lì, proprio di fronte a te.

Ora fermati e pensa.

Qual è il tuo obbiettivo? Immagina di averlo raggiunto e prova quella sensazione di benessere. Stai vivendo emozioni uniche vero? Ecco, allora rifletti: perché non sono ancora riuscito a realizzarlo? Di che cosa ho paura…

Quando gli altri ti diranno che non puoi farcela ricordati, che non sei tu che non puoi ma sono gli altri che non ce l’hanno fatta.

Non farti distrarre, rimani focalizzato sul tuo obbiettivo, non avere paura di cadere e vai dritto per il tuo cammino. Ogni giorno, ogni istante, ADESSO vai avanti, centimetro dopo centimetro, metro dopo metro verso il tuo sogno e non voltarti indietro.

Parla spesso dei tuoi sogni, delle tue intenzioni. Condividi le emozioni con le persone che ami. Più parli di ciò che vuoi, più avrai ciò che vuoi.

Ogni giorno, ogni istante, ADESSO vai avanti, centimetro dopo centimetro, metro dopo metro verso il tuo sogno.

Ora è il momento di agire. Adesso è l’attimo che ti renderà libero e felice.

Pensiamo continuamente al futuro oppure ci nascondiamo nel passato.

I se, i poi, i ma spariscono… L’unica cosa a cui devi PENSARE da questo momento è: TE STESSO.

Sbaglia, perché sbagliando si impara.

Rialzati, riparti.

Immagina di averlo già realizzato, vivilo, emozionati e rimani focalizzato sul tuo obbiettivo.  vai avanti.

Perché la VITA la vivi dentro di te, lontano dai giudizi e lontano dalle paure.

Inizia a dare un valore alle cose, al tempo ma soprattutto alla Tua Vita.

È il momento di aprire gli occhi e decidere.

È il momento di cambiare.

È il momento di iniziare a essere felici.

È il momento di iniziare ad essere se stessi.

Permetti a te stesso di vivere la vita che hai sempre sognato.

Liberati delle vecchie abitudini ed inizia a vivere.

Se vuoi cambiare davvero, semplicemente fallo e sii autentico.

Tu hai tutto quello che ti serve per farlo.

INIZIA ORA

RISPETTATI

AMATI

VIVI

Suona la sveglia, sono le cinque del mattino e l’attrezzatura è pronta già dalla sera prima. Un rapido controllo ai messaggi per vedere se Cristian, il nostro amico meteorologo, ha ancora scritto qualcosa nella notte sul miglioramento del tempo previsto e si parte per una giornata interamente dedicata alle Langhe, patrimonio Unesco, terra del buon cibo, dell’ottimo vino e dalle stupende e sinuose colline con i loro castelli sparsi.

Meno di un’ora ed arriviamo a Monforte; a parte qualche lavoratore che è già in viaggio ci siamo solamente noi in mezzo ai filari o forse ce anche qualche piccolo animale che non riusciamo a vedere ma che possiamo sentire in lontananza.

E’ decisamente ancora buio ma i primi bagliori dell’alba si intravedono in lontananza, proprio dietro di noi che fermi immobili tra gli ultimi grappoli d’uva rimasti ci godiamo lo spettacolo osservando le nostre amate montagne.

Ecco finalmente arrivare i primi raggi di sole che come per magia iniziano a tinteggiare di rosa le vette di fronte a noi rendendoci spettatori della creazione di un’autentica opera d’arte. E’ un vero tripudio di colori… dal verde, all’arancione, dal giallo al rosso fuoco. La rugiada del mattino brilla baciata dai raggi, nonostante il periodo non fa per niente freddo, la pioggia dei giorni prima ha inzuppato per bene foglie, fili d’erba e terreno rendendolo davvero scivoloso. In lontananza si vede la nebbia dalla quale fuoriescono le torri dei castelli che dominano sui fondovalle ancora addormentati.

E’ pura poesia… vorremmo veramente che tutto il mondo potesse assistere con noi a questa meraviglia.

Lo sguardo ripercorre tutto l’arco alpino occidentale dal Monte Rosa ed il Cervino fino al nostro Re di Pietra: il Monviso continuando ancora con l’Argentera e terminando con le Alpi Liguri. Tutte le montagne sono spolverate di neve fresca rendendole ancora più autentiche e rosee alle prime luci del nuovo giorno.

Ovunque ci giriamo è Bellezza. Scattiamo a più non posso, siamo così felici ed entusiasti.

Ci spostiamo di paese in paese sfruttando questa “isolata” giornata di sole in un autunno grigio ed insulso.

Chilometro dopo chilometro, tra filari di mille tonalità pastello, tornanti e piccoli borghi sparsi. Attraverseremo Novello, Barolo, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Mango, Neive, Barbaresco, Alba e quindi la Morra compiendo un vero e proprio anello, che potremmo definire “del Buon Vino”.

Ogni scusa è buona per fermare la macchina, scendere al volo e sbizzarrirci con le foto perché è un continuo divenire, un continuo cambio di luci, colori, profumi e sapori.

Tanti i turisti che incontriamo, purtroppo o per fortuna la maggior parte sono stranieri e li vediamo sbucare da ogni dove quasi fossero loro “di casa”. Incredibile ma al tempo stesso stupendo come chiunque, in una giornata così, perda cognizione di tempo, luogo, spazio.

Compriamo un pezzo di focaccia e decidiamo di gustarcela dalla famosa Cappella delle Brunette a la Morra, così piccola, così innocente e così colorata, se non sbagliamo è la più colorata d’Italia! Purtroppo ci sono dei lavori proprio di fronte e non c’è modo di fotografarla per bene (ci torneremo!) ma un rapido video fatto con il drone era indispensabile!

La foschia e le nuvole, come del resto avviene ormai da mesi, tornano a far da padrone ed a sporcare il cielo di questo folle e caldo autunno. Decidiamo di fare ancora una rapida tappa a ritrovare il vecchio Cedro del Libano, svettante in cima ad una collina, che fu piantato nel 1856 in occasione di un matrimonio ed è ancora oggi lì, sempre bello ed elegante al tempo stesso!

Il cielo ormai si è nuovamente riannuvolato del tutto, risaliamo in macchina e ci dirigiamo verso casa… non siamo contenti, di più! Grazie davvero Cristian per le dritte meteo che ci hai dato perché ci hanno spinto ancora una volta ad azzardare e “vincere”.

Sono 190 i chilometri percorsi, sei le ore in giro e infinite le emozioni provate. Siamo sempre più orgogliosi di vivere in questa terra ed esser cuneesi.

L’autunno è uno dei periodi migliori dell’anno per visitare questa piccola parte del Piemonte, per scoprirne i tesori, deliziarsi con la gastronomia, degustare dell’ottimo vino ed ammirare cartoline naturali.

Romina & Simone

From LANGHE with DRONE

Se siete dei “malati” del Natale proprio come lo siamo noi  allora preparatevi uno zainetto, metteteci dentro una macchina fotografica, fate il pieno alla macchina e partite verso nord… destinazione Alsazia!

Proprio così… penso che l’atmosfera natalizia che si respira in Alsazia sia davvero “pericolosa” per chi ama e vorrebbe il Natale tutto l’anno proprio come noi. Sì è vero il viaggio è un po’ lunghetto ma fidatevi che ne vale davvero la pena, è vero con la neve sarebbe forse stato tutto proprio perfetto ma si sa ormai trovar la neve a dicembre è come sperare di fare 6 al superenalotto… quasi impossibile.

Se partite all’alba come abbiam fatto noi e decidete di non passare per la svizzera allora prima di tutto informatevi bene che il Maddalena o meglio ancora il Frejus siano correttamente aperti e poi una bella musica in sottofondo ed i 770km che vi dividono dal paradiso natalizio non sembreranno neanche così tanti.

Come ormai in tutti i nostri ultimi viaggi cerchiamo su AirBnb una casa, trovata a Turckheim, “dolcissimo” paesino esattamente a metà tra i principali mercatini di natale dell’Alsazia e praticamente attaccato a Colmar, centro principale dei cosiddetti “Marché de Noël”.

Colmar è una cittadina, o meglio un bella città se si parla del Centro, la periferia come spesso succede è un mix di palazzoni non propriamente belle ma tralasciamo questo e concentriamoci sui mercatini che trasformano le meravigliose abitazioni in stile alsaziano in un tripudio di luci, colori e profumi… banchetti ovunque, leccornie in ogni dove… vin brulè, dolci, piatti caldi dall’aspetto molto invitante vi aspettano davvero ogni due metri e poi i millemila cadeux de Noël… arghhhh che meraviglia! L’atmosfera è incredibile, tutti che sorridono, musichette di natale qua e là con quelle lucine che trasformano anche l’angolo meno affascinante in una cartolina. A distanza di ormai qualche giorno si sente ancora il profumo delle spezie, le risate dei bambini e chiudendo gli occhi chiusi si rivive la gioia, la spensieratezza e la felicità… che meraviglia! Proprio così dovrebbe esser il Natale.

Un saluto ed una fotografia di Colmar e via verso gli altri innumerevoli mercatini, più o meno famosi ma sempre così affascinanti e magici… Turckheim, Kaysersberg, Eguisheim, Obernai e per finire Riqueiwihr.

Ogni paesino incontrato e visitato ti lascia senza parole e laddovè i mercatini sono un po’ più piccoli si riesce allo stesso modo di Colmar a respirare e vivere un’atmosfera natalizia quasi surreale.

Kayserberg  ed Eguisheim sono incredibilmente affascinanti tanto che Eguisheim è stato nominato il più bel paese di Francia nel 2013 e ti lascian senza fiato sia di giorno che alla sera. I mercatini sono lungo tutte le vie del centro e a tratti è come se il tempo si fermasse.

Un’emozione davvero incredibile ed affascinante!

Avevamo letto girovagando sul web di paesini medievali, atsmofere magiche da togliere il fiato ed è stato proprio così dal primo all’ultimo. Obernai e Turckehim sono da visitare assolutamente, perché è vero che hanno i “Marché de Noël” un po’ più piccolini ma i paesi sono davvero due gioielli ed è tutto quanto straaddobbato e così natalizio.

Per chi vuole visitare un negozio di Natale davvero incredibile, quasi assurdo deve assolutamente recarsi a Riquewihr  qui c’è la Feeriè de Noël, disposto su due piani si posson trovare addobbi natalizi di ogni genere, alcuni davvero pazzeschi. Sinceramente un po’ caruccio su alcune cose ma se visitate i mercatini di natale qui dove assolutamente passare.

 

Ogni Marché de Noël, ha il proprio bicchiere per il Vin Brulè che con una piccola offerta che può variare da 1 a 2€ a seconda del paese diventa tuo… spettacolo collezionarli perché alcuni sono davvero stupendi!

Senza dubbio se amate il Natale dove visitare l’Alsazia ed i suoi “Marché de Noël” perché tornerete a casa, oltre che con un sacco di acquisti, con uno spirito completamente cambiato, sarete più felici e rilassati e senza dubbio trasmetterete positività e gioia. Che bello!

Per quanto riguarda l’aspetto fotografico invece abbiam deciso di portar con noi solamente la Nikon D4S, il 14-24mm 2.8 (non potremmo fare a meno di questa lente, perfetta sotto ogni punto di vista, luminosa, divertente ed eccelsa) ed il 24-70mm 2.8 (compagnia inseparabile in ogni viaggio, pratico che ti permette di fare quello che vuoi quasi sempre) con ovviamente il treppiede. Indispensabile quest’ultimo perché al calar della sera l’atmosfera che si va a creare e davvero speciale. In questo piccolo viaggietto di tre giorni abbiamo avuto modo di testare anche la nuova GoPro Hero 5 Black… se già quella precedente ci entusiasmava non poco, quest’ultima è una bomba. Solamente partendo dal fatto che ora hai la possibilità di scattare anche in RAW ma poi la qualità è davvero migliorata per non parlare del nuovo liveview a colori, dello scatto vocale e della sua compattezza ed impermeabilità. Pienamente soddisfatti e consigliatissimo come regalo di natale perché una volta che ce l’avrete sarà una Vostra compagna di Viaggio fissa per praticità, facilità di utilizzo e qualità. Poi vabbè se amate il super WIDE, tipico della GoPro, cosa state aspettando a comprarla?

Che altro dire… buona visione fotografica e AUGURONI!!!

PS: saremo ripetitivi ma se non sapete cosa fare nei prossimi giorni andate assolutamente in Alsazia e visitate i mercatini perché sono davvero SPECIALI! Per qualsiasi informazioni non esitate a contattarci alla nostra mail:  info@simonemondino.it

#Noël #xmas #Natale

 

Romina & Simone

Molte volte ci si ritrova a metà settimana a pensare al proprio weekend… cosa facciamo? Dove andiamo? Ci sarà qualcosa di bello da vedere? Ecco qui un breve ma intenso ed emozionante itinerario di due o tre giorni per godersi la meravigliosa fioritura della lavanda in Provenza.

Day 1) Fossano – Argentera – Viens e dintorni – Saint Saturnin – Gordes – Abbazia di Senanque – Simiane la Rotonde

Nel nostro caso siamo partiti dalla provincia di Cuneo con un clima che per essere il 15 luglio era tutt’altro che estivo dato che nella notte nevicò fino a 1500 metri. Partiti alle 18 abbiamo percorso la lunga ma sempre bella Valle Stura fino al Colle della Maddalena per poi proseguire subito verso Barcelonette e quindi verso il lago di Serre-Poncon dove ci siam goduti la luce blu da un punto davvero panoramico (Saint Vincent les Forts).

Abbiamo deciso di affrontare il viaggio di notte a causa degli impegni lavorativi in modo da recuperare un po’ di tempo cercando di arrivare in tempo per goderci l’alba in Provenza. Su ripide strade di montagna ma accompagnati da una miriade di stelle proseguiamo il viaggio, ogni tanto qualche animale ci attraversa la strada e, nonostante il periodo, anche oltralpe il freddo si fa sentire a dovere.

I paesi scorrono via… Montclar, Seyne Les Alpes, Dignes les Bains…  le ore passano veloci tra una bella musica tradizionale francese e della disco music francese alquanto trash cercando stazioni radio che prendano per almeno venti chilometri decentemente. [Ci piace molto durante i nostri viaggi in auto ascoltare le radio locali.]

Dopo una piccola sosta “riposo” si iniziano a vedere verso est i primi colori del nuovo giorno e così con l’arrivo delle prime luci dell’alba ci dirigiamo verso Forcalquier/Manosque dove incontriamo i primi veri campi di lavanda che, complice anche i primi raggi del sole, dal tradizionale viola si tingono di giallo, rosso, arancio.

Il nostro percorso continua tra sali e scendi, tra campi ancora belli “carichi” e alcuni già completamente verdi con tutta la lavanda raccolta.

Eh già, purtroppo nonostante sia ancora il periodo “boom” della fioritura il folle caldo delle settimane precedenti ha accelerato e non di poco la normale fioritura ma dobbiam dire molto sinceramente, che forse è ancor più bello il contrasto visivo che si va a formare!

Il nostro percorso continua verso Viens, Saint Saturnin lès Apt (qui una piccola tappa ve la consigliamo per vedere il mulino a vento nella parte alta del paese).

Dopo pochi chilometri si raggiunge Gordes, un vero gioiello sotto tutti i punti di vista.

E’ davvero affascinante questo borgo arroccato sulla collina che sovrasta le pianure circostanti regalandoti una vista incredibile. Da non perdere! [Occhio ai giapponesi che si fan le foto poco prima di arrivare al parcheggio perché sono davvero pericolosi ed invadenti… LOL]

Dopo uno spuntino ci dirigiamo verso l’Abbazia di Sénanque, la strada è molto panoramica e a tratti un po’ tortuosa ma prestando un po’ di attenzione vi è la possibilità di accostare e di godere dello spettacolo dall’alto. Se volete evitare il “caos” dei turisti potete parcheggiare a bordo strada un po’ oltre l’Abbazia e ridiscendere il bosco a piedi passeggiando allegramente tra la lavanda, sicuramente un percorso meno turistico ma decisamente più romantico!

Il nostro viaggio prosegue verso Sault e dintorni fino a raggiungere Simiane la Rotonde dove dormiremo. Numerosi i campi di lavanda ancora belli colorati che si incontrano in questa ultima parte del viaggio che regalano sicuramente un bel colpo d’occhio e per gli amanti del ciclismo sullo sfondo si può ammirare il mitico Mont Ventoux.

Come previsto ci fermiamo numerose volte a far foto, a rilassarci all’ombra di qualche albero ma soprattutto assaporiamo quel profumo incredibile della lavanda. Se volete soprattutto tra Sault e Simiane vi sono numerosi campi “meno turistici” dove potersi riposare, passeggiare liberamente ed osservare le api “lavorare”.

Vera chicca della giornata è la location dove passeremo la notte. Girovagando su AirBnb abbiamo trovato un caseggiato bellissimo immerso tra i boschi e la lavanda. La proprietaria, Raphaele, è deliziosa e su richiesta ti prepara lei una cenetta romantica a lume di candela in un campo di lavanda proprio dietro la sua casa. Esperienza assolutamente da provare e cucina super!!!

Dopo una serata incredibile ci uniamo a Raphaele ed alcuni suoi amici attorno al falò, qui alcuni artisti si esibiscono allegramente sotto un cielo strapieno di stelle. Magia. Sembra di essere in un film.

Day 2) Simiane la Rotonde – Banon – Oppedette – Revest des Brousses (Bistrot super!) – Valensole & Plateau

Il giorno seguente si riparte con una tappa nuova, non prevista in partenza. Decidiamo di visitare su consiglio della proprietaria il piccolo paese di Banon, anch’esso come Gordes arroccato su di una collina.  E’ davvero caratteristico e suggestivo. Dopo quattro passi per le viuzze del paese ci dirigiamo verso Oppedette, un piccolo borgo (se non ricordiamo male non arriva a 50 abitanti!)

Le poche abitazioni sulla sommità del promontorio roccioso si affacciano a strapiombo sulle gole scavate dal fiume Calavon che formano il Canyon Oppedette. Molto suggestivo. Purtroppo, complice il grande seccume del periodo il Canyon è quasi completamente senz’acqua e decidiamo così di vederlo solamente dall’alto senza addentrarci.

Il caldo inizia ad essere davvero notevole così ripartiamo girovagando qua e là per la zona avvicinandoci lentamente verso Valensole evitando le strade principali per godere a pieno delle atmosfere che ci circondano. Attraversiamo l’abitato di Vachères dove è in corso una festa del paese ma stranamente ci dicono che è una festa privata.  E’ così tanta la fame a questo punto che iniziamo a cercare qualche posto per uno spuntino ed ecco la grande sorpresa del giorno… tra sali e scendi vari non troviamo neanche un chioschetto finché nel mezzo del nulla leggiamo un cartello “Bistrot du Pays”, sono quasi le due e tentiamo il tutto per tutto.

La fortuna è stata dalla nostra parte, risaliamo la collina e ci troviamo di fronte al Lupin Blanc, è ancora aperto ed il proprietario è simpaticissimo. Spettacolo perché si mangia da dio e pensare che se uno lo cerca su google maps neanche lo trova! [Se passate da Revest-des-Brousses fermatevi assolutamente ed assaporate i loro deliziosi piatti ed il vino rosè del posto.]

Sono quasi le tre quando risaliamo in auto e andiamo diretti senza soste verso Valensole, qui oggi c’è la grande Festa della Lavanda.

Un delirio di gente, strade bloccate e posti di blocco anti-terrorismo ovunque. Che ansia. Consigliamo vivamente di fermarvi nel primo parcheggio che trovate e di proseguire a piedi per evitare inutili esterismi.

Visitiamo il paese e la festa, numerosi banchetti in ogni dove, musica occitana, balli, prodotti tipici… un po’ di acquisti qua e là, un incenso alla lavanda davvero spaziale ma nel complesso ad esser sinceri ci aspettavamo qualcosetta in più.

Il caldo continua ad esser folle e così dopo una birrettina che non fa mai male lasciamo la “festa” e ci incamminiamo verso la macchina ed andiamo a godere lo spettacolo del “famoso” Plateau di Valensole dove attendiamo il tramonto prima di ripartire verso casa.

Un viaggio breve ma davvero intenso e ricco di piacevolissime sorprese! Consigliatissimo senza ombra di dubbio soprattutto se si hanno le possibilità di stare una notte in più per vedere il tutto con più calma.

Per qualsiasi richiesta siamo a Vostra completa disposizione!

Simone & Romina

In Provenza anche le nuvole profumano di lavanda.
(Fabrizio Caramagna)