E’ domenica mattina, il sole sta per sorgere poco sotto la vetta del Pigna. Il termometro segna +15°C ed anche oggi neanche una nuvola in cielo.
Gli uccellini cinguettano. Le colazioni sono state preparate e gli animali sono al pascolo. Verrebbe da dire bentornato Maggio ma il calendario dice che siamo al quattro di febbraio. Ma tutto passa in secondo piano perchè stamani siamo più agitati del solito. E’ una sensazione nuova, mai provata prima. Eppure è una normale giornata, proprio come tutte le altre. Il caffè è sul fuoco e lentamente la stanza si riempie di quel profumo che involontariamente comunica l’inizio delle varie mansioni quotidiane. Oggi però sarà tutto diverso, tra poche ore arriverà Alfred e ci insegnerà un antico mestiere: il cestaio.
Sì, siamo emozionati. Sarà mezzo secolo, o forse di più che non viene svolto questo mestiere qui.
E’ un misto di agitazione ed eccitazione. Saremo in grado di imparare?
Sono le 9.40, gli ospiti ci salutano e si incammino.
E così dopo due anni, riaccendiamo il vecchio forno ed andiamo a recuperare tutti i polloni dei castagni che abbiamo raccolto alcuni giorni fa, rigorosamente in luna calante.
Tutto quello che immaginavamo, partendo dalla semplicità stessa non esiste in realtà. E’ una serie incredibile di passaggi, di lavorazioni continue che rendono unica ogni singola cesta realizzata. Serve per prima cosa creatività, ma in assoluto manualità e tanta pazienza. Si può quasi dire esser un lavoro certosino. Guarda che caso eh…
Il caldo è notevole, sfioriamo i venti gradi, intanto le fascine scoppiettano nel forno e così i polloni iniziano a “sudare”. Questo è un passaggio fondamentale per poter iniziare la metamorfosi del legno. Siamo entusiasti, prendiamo appunti, proviamo in prima persona. E’ un vero onore per noi. Ci sembra di essere fuori dal tempo, o meglio essere indietro nel tempo. Il coltello spacca, la pialla rende tutto più liscio. Nessun rumore ma tutto prende forma.
Equilibrio assoluto intorno a noi, dentro di noi.
Le ore scorrono veloci e il primo cestino prende forma. Brividi.
Può sembrare banale ma è stato un viaggio stupendo ed è tutto merito di Alfred che ha voluto credere in noi. Il senso di gratitudine è assoluto. Ormai è notte, ci salutiamo mentre le stelle illuminano il cielo e la sua auto si allontana. E’ tempo di riordinare e sistemare gli appunti. Rincasiamo, un piatto caldo e un bel bicchiere di vino per festeggiare con la consapevolezza che qualcosa di bello è stato fatto. E’ iniziato.
La notte com’è arrivata se n’è andata via lasciando un po’ di freschezza e così una nuova giornata di sole inizia.
Oggi tocca a noi.
Vediamo se ci riusciamo in solitaria e replicare la “magia”. E’ stato oro documentare tutto perchè alcuni passaggi non sono così semplici da ricordare e da fare. Destra, sinistra, sopra, sotto… pialla, taglia, sposta. No forse era così, forse è giusto. Alla fine è una lezione anche oggi con un Maestro a distanza.
Il sole è alto in cielo quando stiamo per ultimare il nostro primo cesto in castagno.
Esultiamo, ci abbracciamo e sorridiamo. Ce l’abbiamo fatta! Quello che stiamo provando è indescrivibile a parole, continuiamo a guardarli, a ripensare al passato, a pensare a tutti i passaggi che ci sono, al silenzio che accompagna questo lavoro, alla pazienza che ci vuole.
E’ un lavoro “meditativo” sotto un certo punto di vista.
Stupendo.
Entusiasti programmiamo già i prossimi, il forno tornerà a scaldarsi per cuocere altri polloni e nuove ceste verranno prodotte e le vecchie riparate.
Che bello. Questa sì che è un’EREDITA’.
GRAZIE.