Oggi è il 21 dicembre.
Dal giorno in cui le giornate lentamente ricominceranno ad allungarsi inizia ufficialmente l’inverno.
Questa cosa mi ha sempre fatto sorridere. Ci avete mai pensato?
Non me ne vogliano gli amici meteorologici ma ho deciso di tornare indietro, di non considerare più il primo dicembre come inizio dell’inverno meteorologico ma tornare al 21 di dicembre per celebrare il bentornato del Generale.
Questa scelta di vita ci ha cambiato molto, ci ha portato letteralmente indietro e ci ha avvicinato ai vecchi. Sì, quegli anziani che vivevano con il naso all’insù, che guardavano la direzione delle nuvole, il comportamento degli animali e ti sapevano dire che tempo avrebbe fatto. Senza poi dimenticare l’elemento “Luna”. Tutto l’anno ci basiamo su di Lei e perchè non farlo di nuovo per le stagioni? Perchè non provare ad interpretare come un tempo i segni che ci regala la natura? Per cui BUON INVERNO a TUTTI Voi! A proposito di personaggi incredibili che hanno basato la propria vita su questi concetti vi consiglio questo splendido libro: Il pastore di Stambecchi di Irene Borgna.
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una cassetta di cachi, alcuni ancora belli duri che abbiamo subito messo nell’essicatore ed altri li abbiamo frullati per provare a fare delle barrette energetiche… scoprirete il risultato la prossima settimana sul nostro canale youtube!!!
Durante la lavorazione ci siamo improvvisamente fermati. Entusiasti come non mai perchè dopo due anni di ricerche siamo riusciti a ritrovare un seme di un caco! Com’è possibile direte voi? Purtroppo non è più così scontato perchè se ne trovano sempre meno, complice variazioni “genetiche”, la selezione degli ultimi anni ha puntato a produrre qualità prive di semi… vai a capire il perchè!?!
Questo è il nostro quarto inverno qui e da quando siamo qui stiamo osservando, studiando, cercando di interpretare i segnali che la natura ci lascia ma che troppe volte non vengono più considerati. Nulla di più sbagliato secondo me, anzi dico noi perchè sono certo che anche Romina la pensa come me.
Tre anni fa avevamo provato a fare le calende, l’anno scorso avevamo osservato come il susino non perdesse le foglie e nemmeno diventassero gialle fino al 3 gennaio, il pelo dell’asina che non diventava folto etc etc… e nel momento del cambiamento, susino in primis, ecco arrivar metri di neve! …
Siamo di fronte ad un momento climatico difficile, una fase forse ciclica forse o forse no ma non ho voglia di parlarne nel dettaglio perchè poi si entra in un vortice di discussioni senza via d’uscita e sinceramente parlando non mi interessa perdere tempo su queste cose ma preferisco studiare la natura, tornare sempre più al selvatico.
Non so quanti di voi conoscono la leggenda dei semi dei cachi per predire l’inverno imminente. Si tratta di un’antica leggenda contadina, molto affascinante, che vi porterà ad interpretare i germogli che troverete all’interno del seme. Questi semi potrebbero farci sapere con largo anticipo quanto piovosi e freddi saranno i mesi invernali, quanto caldo farà e così via… Parliamo, naturalmente, di una credenza popolare affascinante non trovate?
Avete presente il tradizionale gioco: carta, sasso, forbice? Hai tre possibilità. Ecco anche nel caco ci sono tre possibilità di previsione ma in questo frutto potremo trovare: coltello, cucchiaio o forchetta.
E grazie a questo trittico non sarete pronti per pranzo ma per “provare” a prevedere l’inverno che sta per iniziare, che è appena iniziato.
Per cui se avete un caco, apritelo e guardate all’interno. E’ difficile trovare il seme, come abbiamo già detto, ma nel caso ci sia prendetelo, pulitelo e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Cosa avete trovato?
Noi su 8 cachi abbiam trovato solamente un seme…
ohhhhhh…..

CUCCHIAIO!!! yeaaaaahhhhhhh…… è proprio bello da vedere, un’0pera d’arte unica.
Vi chiederete perchè stia esultando…..
Cucchiaio : se il piccolo germoglio del seme ha una forma che richiama l’immagine di un cucchiaio, il nostro inverno sarà caratterizzato da precipitazioni nevose.
Forchetta: se la forma del germoglio interno al seme dei cachi ricorda quella di una forchetta, il nostro inverno sarà mite, con poca neve e temperature non eccessivamente basse. (Nonostante il caldo di questi giorni, l’abbiamo scampata…. secondo la leggenda!)
Coltello: il germoglio a forma di coltello, il nostro inverno sarà rigido ma tendenzialmente “secco” e con scarse precipitazioni. (Anche questa è andata eheh!!)
Quindi prepariamo la turbina, la pala e i bob!!!
Ovviamente non c’è nulla di “scientifico” ma tutto questo ha un fascino indiscutibile, nostalgico e puro. Una vecchia tradizione che può aiutare a mantenerne vive altre e far ricordare sempre più, che ognuno di noi arriva da questo mondo, quello contadino.
Per supporto al cucchiaio, posso dirvi che osservando attentamente i larici e i faggi di fronte a noi, questi sono ancora pieni di aghi e foglie facendo proprio pensare che sia tuttto in ritardo di qualche settimana. Proprio come disse il susino lo scorso inverno. Poi se vogliamo c”è CIPPY che ora si è portato assieme un altro amico pettirosso e cantano tutto il giorno.
Noi, da buoni sognatori, ci crediamo e speriamo davvero di vivere un inverno indimenticabile. Ce ne sarebbe davvero bisogno.
Staremo a vedere…….
Viva le tradizioni. Sempre.