Qualcosa non mi torna…

Effettivamente è proprio così… qualcosa non mi torna.

Da anni sentiamo parlare di cambiamento climatico, da anni ognuno di noi… chi più e chi meno si sta impegnando per regalare alle future generazioni speranza e qualcosa di migliore. Chi ci conosce sa bene quanto ci teniamo alla natura.

Per un amante della neve come me il risveglio è stato traumatico. Andato a dormire alle dieci circa con la speranza di un bianco risveglio, come indicavano i modelli meteo, mi ritrovo alle sei e cinquanta con nebbia e tutto bagnato. Sparite tutte le precipitazioni previste, sparito il freddo.

Autunno inoltrato. Ci siamo dedicati agli ospiti della struttura e poi come sempre alla  fisioterapia con Miele, le coccole agli altri animali e così via; solita routine mattutina.

Ci fermiamo a fare due chiacchiere con gli ospiti, osserviamo i timidi fiocchi di neve che improvvisamente iniziano a cadere ma che come sono arrivati spariscono dopo neanche venti minuti.

L’attenzione però è tutta verso i cinque custodi del bosco. Quelle cinque conifere che ogni giorno sorvegliano la piccola conca dove sorge la nostra casa. Immobili ma presenti da anni. Testimoni di un tempo passato e di uno presente. Loro potessero parlare ci racconterebbero tante di quelle storie, di quei segreti che forse neanche in una vita intera riusciremo ad ascoltar tutto. Magia.

Poi il silenzio della montagna viene interrotto da un rombo proveniente dal cielo.

Dopo pochi minuti di nuovo. Scherzando dico ad alta voce: sarà qualcuno che se ne va in Portogallo o Marocco… e ridiamo tutti insieme. Gli ospiti si incamminano nel bosco e noi continuiamo le nostre faccende.

Sono passate ormai due ore e costantemente lo stesso rumore, a volte più intenso a volte meno.

Devo mettermi al computer a montare il video che uscirà mercoledì su youtube e mi prende lo sghiribizzo di andare su flight radar e guardare che diamine succede.

Da due ore l’esercito americano sta tranquillamente giocando nei nostri cieli della provincia di Cuneo. Tre caccia ed un aereo militare che da Londra e Pordenone volteggiano su di noi.

Amarezza. Tristezza.

Pesno alla nonnina di San Bartolomeo (cit. ) che deve stare ben attenta a scaldarsi e cucinare con la stufa perchè inquina, Stefano deve avere la caldaia di ultima generazione per poter essere “eco-friendly” o come diavolo si scrive.

Rombo in cielo.

Amarezza. Tristezza.

Sono le 11.20 e il cielo continua a borbottare, continuano a girare in tondo come se fosse tutto normale. Tutto dovuto. Il futuro loro e non nostro.
Decido di fare uno screenshot perchè potrei sembrare un matto.

Qualcosa non mi torna…
Lungi da me essere un complottista, no grazie.
Lungi da me essere un negazionista, no grazie.
Lungi da me… però questo “spettacolo” non ha senso di esistere. Mi viene spesso detto che un drone disturba, che è pericoloso per la fauna e poi da 140 minuti almeno tre caccia ed un mega aereo giocano su di noi, sul limite del Parco Naturale.Per cosa, per chi, per… tutto questo non ha senso. Non deve esistere. Fa schifo.

Siamo qui a festeggiare per venti centimetri di neve, per pregare che piova per avere l’acqua quest’estate, per limitare l’uso errato dell’auto, dell’acqua, del riscaldamento.

Ecco… ripassano proprio in questo momento.
C’è tanta amarezza, tanta tristezza.

Qualcosa non mi torna… ma devo farmene una ragione.
Qualcosa non mi torna… ma questa è la realtà in cui viviamo.
Torno nel bosco.












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